lunedì 29 febbraio 2016

Intervista a Paola Garbarino

Ciao Paola, benvenuta nel nostro piccolo spazio dedicato alle letture e, in particolare a conoscere meglio coloro i quali scrivendo ci regalano delle storie dalle belle emozioni.


Presentati ai lettori di “Emozioni tra le righe” attraverso tre aggettivi …
Sognatrice, creativa, riflessiva.
Come nasce la tua passione per la scrittura?
Da bambina ho sempre amato scrivere, ho tenuto un diario per tanti anni e ho scritto poesie e racconti Alle medie e alle superiori ero quella che aiutava i compagni in difficoltà coi temi d’Italiano.
Da quanto tempo scrivi?
Ho iniziato a scrivere un vero romanzo nel 2000, ad oggi ne ho scritti 15 ma “Come la coda delle comete” è il primo che ho deciso di pubblicare.
Da dove prendi ispirazione per scrivere i tuoi romanzi?
Il mio genere preferito è il Fantasy, in tutte le sue forme, dall’Urban al Paranormal. Tutti gli altri miei romanzi, a parte la serie Stars, sono appunto di questo genere. Si dice che “uno scrittore scrive di ciò che sa” e trovo che sia vero, anche se ciò non significa che si debba aver fatto tutte le esperienze che poi si descrivono in un romanzo. Per il genere Fantasy si lavora moltissimo di fantasia, com’è logico che sia, mentre per un genere contemporaneo il processo è leggermente diverso ma, ad ogni modo, penso che nella descrizione di personaggi e stati d’animo si prenda comunque ispirazione da ciò che conosciamo. Per me è così, molti personaggi sono costruiti con caratteristiche fisiche o temperamenti che ho trovato in altre persone o in me stessa. Poi ogni scrittore ha le sue muse! Per me la Musica e determinati musicisti sono le mie muse personali. In Stars, ad esempio, il personaggio di Thorger non sarebbe nato senza questa mia passione musicale. Mentre scrivo devo avere la mia playlist! Joseph Conrad ha detto “Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”. Ecco, per me l’ispirazione è ovunque ma raramente mi viene dinnanzi alla pagina bianca. Quando vado a correre e i pensieri iniziano a vagare, spesso creo delle scene per i miei libri.
Chi è o quali sono gli autori che guardi come riferimento dal punto di vista stilistico e sintattico oppure come autore in riferimento di un determinato genere letterario.
Non ho un punto di riferimento. Ho sempre amato la Lettura e sono una divoratrice di Libri e Fumetti. Ho una laurea in Lettere e ho insegnato nelle scuole, quindi, sia per passione, sia per studio e lavoro, ho sempre letto moltissimo e di svariati generi. Leggendo si migliora anche la propria scrittura e crescendo lo stile cambia, penso sia un processo normale. Se volessi pubblicare adesso il romanzo scritto anni fa lo vorrei rimaneggiare. Personalmente mi piacciono molto Isabel Allende, Cassandra Clare, Herbie Brennan. Il libro che mi ha aperto un mondo di immaginazioni è stato certamente “La storia infinita” di Michael Ende; ma anche film come “Labyrinth”, in cui la storia è profondamente legata alla colonna sonora.
Come mai hai iniziato a scrivere una saga? Parlaci del progetto che hai in mente …
Non ho un vero progetto quando inizio a scrivere. Parto da un “canovaccio”, spesso da una singola scena o da una battuta e vi costruisco intorno la storia. Di solito, come anche per quasi tutti gli altri miei romanzi, non mi basta un libro per raccontare la storia che si snoda davanti ai miei occhi. Nel caso di “Come la coda delle Comete” il finale poteva anche essere autoconclusivo, lasciavo al lettore la possibilità d’immaginare come sarebbe potuta procedere la storia tra Lisa e Thorger. Però, nei giorni seguenti la fine della stesura, i personaggi non mi davano tregua, continuavo a pensarci e mi venivano in mente dialoghi e situazioni, quindi ho ripreso in mano tutto. In realtà mi è venuta prima in mente la fine, quindi ho iniziato scrivendo il terzo e poi scrivendo contemporaneamente anche il secondo. La storia si conclude con la trilogia ma, com’era già stato prima, stavolta era il personaggio dell’altro gemello che non riuscivo a lasciar andare, quindi ho deciso di dar voce a Harald: lui racconterà tutta la storia dal suo punto di vista, compresi degli eventi che accadono prima e soprattutto eventi che accadranno molti anni dopo, quindi, per chi si è affezionato ai protagonisti, penso che sarà una sorpresa molto piacevole. Per me lo è stata!

“Come la coda delle comete” è il primo romanzo della Serie Stars. Come hai avuto l’ispirazione per questa storia?
Dopo anni di Fantasy avevo voglia di cimentarmi con qualcosa di diverso. C’è sempre una storia d’amore nei miei romanzi, ma sono tutti adatti alla fascia giovanissimi. Stavolta volevo fare un new adult, ero rimasta colpita dal romanzo “Uno splendido disastro”, dal modo in cui descrive scene di sesso senza essere volgare; e avevo sempre avuto in mente una storia tra una ragazza comune e una rockstar. Chi di noi non ha mai sognato di uscire con l’idolo del momento?
Il secondo capitolo della Serie Stars è in uscita il 7 di marzo. Vuoi anticipare qualcosa su questo nuovo romanzo?
“Black Hole” riprende da dove termina “Come la coda delle comete”, quindi con l’arrivo di Lisa a New York, nel mondo dorato, ma anche nero, dei fratelli Thorger e Harald Kuehn, nel mondo dello Star System. L’innamoramento deve lasciare spazio all’amore, l’esaltazione dei primi tempi si trasforma; e la figura di Harald prende sempre più spazio. I gemelli sono legatissimi e Lisa è come una bomba sganciata sul loro rapporto, quindi lei si ritrova non soltanto a cercare di far funzionare la sua storia con Thorger, ma anche a dover entrare nella vita del gemello. Ci sono svariati colpi di scena perché, personalmente, non amo quelle trilogie in cui il secondo libro sembra una semplice transizione dal primo al terzo. Nel primo libro si possono leggere in anteprima due estratti di Black Hole e nel mio sito (www.paolagarbarino74.wix.com/author-site) si può leggere un terzo estratto.
Hai già iniziato a scrivere il terzo e ultimo capitolo della serie?
Sì, come già anticipato li ho scritti contemporaneamente, l’ultimo s’intitolerà “Supernova”. Al momento sono a metà del quarto, che probabilmente s’intitolerà “Stella polare”.
Ho spulciato tra le tue note biografiche, hai viaggiato molto per l’Europa e il resto del mondo. Quale posto hai sentito più affine a te stessa?
In ogni luogo in cui sono stata ho trovato qualcosa a me affine. Non ce n’è stato uno a cui mi sia sentita del tutto legata. Ad esempio, della Corea ho amato la quiete, il differente modo delle persone di rapportarsi. Della Finlandia le foreste innevate, una realtà così lontana da Genova. Di Londra amo la libertà. Un luogo che mi è rimasto davvero nel cuore e che è stato fonte d’immensa ispirazione per una mia trilogia fantasy, è una spiaggia remota in Scozia, a Durness. La mia città resta certamente il luogo in cui mi sento più me stessa. In tutti quegli altri posti mi è sempre mancato il mare, il poter spaziare all’orizzonte sopra quella distesa blu.
       Pensi che questo posto possa essere lo scenario di un prossimo romanzo?
A Durness ho ambientato una scena chiave di una trilogia. In Corea ho parzialmente ambientato un romanzo. E Londra la ritroveremo anche in “Supernova”, come Genova è in “Come la coda delle comete”.
Quanto la tua vita, i tuoi viaggi oppure dei piccoli episodi riescono ad entrare nelle storie che scrivi?
Come già accennato parlando dell’ispirazione, nelle mie storie entra tanto di ciò che vedo, che vivo.
So che hai due figlie. Pensi sia importante iniziare a leggere sin da piccoli? Quali libri indicheresti alle tue figlie da leggere durante la loro crescita?
L’amore per la Lettura è innato ma si può perlomeno educarli. In casa nostra alle librerie viene dedicato molto spazio; porto anche le bambine alla biblioteca dei piccoli. Voglio che imparino che in ogni libro c’è una storia e che è possibile viverle leggendole. Qui in Inghilterra ad esempio c’è molta attenzione alle letture per i bambini, a scuola fanno anche il Book day, in cui possono mascherarsi come il personaggio letterario preferito, portare il libro per condividerlo coi compagni e scambiarsi libri vecchi. Da insegnante ho una lista enorme di libri da consigliare, suddivisa per fasce d’età e genere. Appena saranno in grado di capirlo gli regalerò “La storia infinita”, sperando che eserciti su di loro lo stesso fascino che ha esercitato su di me! E “Zorro” di Isabel Allende. Amo anche le fiction, una nuova forma di Letteratura, sono cresciuta con Star Trek e Star Wars: dove c’è una storia, che sia scritta, disegnata o rappresentata, c’è un mondo intero e questo i bambini lo stanno imparando semplicemente guardando noi adulti e i nostri interessi.
Vuoi condividere una curiosità che riguarda te o il tuo romanzo con i lettori del nostro blog?
M’innamoro del mio protagonista maschile. Sempre! Con buona pace di mio marito! Non potrei scrivere certe scene se non mi calassi anch’io nella parte.

Spero che le domande siano state di tuo gradimento e che ti sia trovata bene come ospite del nostro blog. Ti faccio un grande in bocca al lupo per il tuo romanzo in uscita e per i tuoi progetti futuri!
J
Grazie per l’intervista e per tutto il tempo che mi hai dedicato. Spero che tu e i lettori vi godiate la lettura della saga! Vi aspetto sul mio sito per essere aggiornati su tutte le novità in uscita!


giovedì 25 febbraio 2016

Recensione "Qualcosa di te" di Gaia Azzola

Il romanzo “Qualcosa di te” è il seguito di “Unforgettable”, romanzo di esordio dell’autrice Gaia Azzola. E’ una storia ambientata tra Los Angeles e Roma, tra il mondo di Hollywood e i suoi retroscena.




La protagonista femminile del romanzo è Jayme Green, una famosa attrice americana, una ragazza giovanissima abituata a tutti i lussi e le comodità che il suo tenore di vita offre. Ma,contrariamente a cosa ci si possa aspettare da una giovane ragazza sotto i riflettori, il cuore di Jayme è così buono e semplice da indurla a cercare e a rifugiarsi in qualcosa di pulito, al di fuori dal mondo complicato che frequenta. 

Ecco perché nel suo cuore c’è posto solo per un ragazzo italiano, Lucas, un musicista, che rappresenta uno spiraglio di genuinità e di pulito.

I due hanno condiviso una storia d’amore molto intensa (che potete leggere nel primo romanzo “Unforgettable”) e il romanzo inizia proprio dalla loro sofferta separazione. I motivi che provocano la separazione non sono privi di conseguenze e saranno il fulcro della narrazione.

In realtà, è solo l’oceano a dividere i due ragazzi , il loro sentimento è molto forte e tornerà,sebbene con molte difficoltà, ad essere il vero protagonista del romanzo.
Al lettore toccherà avere un po’ di pazienza e continuare a scorrere le pagine del libro e sperare in un buon finale.  Sono moltissime le vicissitudini che interesseranno la storia e la trama è abbastanza intrecciata, diverse storie fanno da cornice ai due protagonisti, si intersecano e si dividono continuamente, ma hanno tutte un comune denominatore: l’amore.

L’amore di Jayme e Lucas, quello della coppia dei loro amici Alexis e Brian , quello dei genitori di Jayme e dell’amico italiano di Lucas,Paolo; infine,l’amore tra due fratelli che non si sono mai conosciuti, il sentimento fraterno che può nascere da un’amicizia e il bene che ci può essere in una storia d’amore,nonostante la sua inevitabile fine.

Insomma, è un romanzo ricco di sentimenti che stuzzica la curiosità del lettore fino all’ultima pagina e, devo ammettere, ne vale davvero la pena di terminare la lettura perché il finale è a dir poco da favola!

Tra le righe di questo libro emerge la genuinità, la purezza dei sentimenti, le bugie che prima o poi arrivano sempre a galla non riescono ad avere la meglio sulla tenacia, sui sentimenti buoni e sul voler realizzare i propri sogni.


Sebbene la trama possa essere classica per una storia d’amore, la storia presenta innumerevoli colpi di scena che rendono il lettore attento e partecipe alle vicende.

La struttura del romanzo non è quella classica. Ogni capitolo, infatti è intervallato da un frase, un pensiero di un personaggio. Ho apprezzato particolarmente l’introduzione di queste frasi in quanto è un modo per portare il lettore a tu per tu con i personaggi e consente anche di fare una brevissima pausa per riflettere su tematiche che non sono affatto distanti e occluse, ma sono parte del vivere quotidiano e non per questo sono banali, anzi, sono tematiche abbastanza importanti, profonde.
  
Gaia Azzola è una giovane scrittrice emergente, il suo scrivere è ricco di semplicità e delicatezza, tanto che il libro può essere letto con piacevolezza. La lettura scorre benissimo, è diretta, fluida e liscia.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro, a partire dai ragazzi di 13/14 anni in poi, è rivolto particolarmente a chi ha bisogno di capire che qualcosa di positivo esiste ancora e a chi ha un forte bisogno di rinascita, a chi cerca una storia d'amore complicata,ma non impossibile!




Intervista a Monica Schianchi

Questa sera siamo in compagnia di Monica Schianchi, scrittrice emergente, studentessa di Lettere Antiche all’Università di Torino. Autrice dei romanzi "Il potere dell’Amore. Le guerre dei Clan”  e, “Incontri in maschera”  e del  racconto "Luna calante".


Ho letto le tue note biografiche e vorrei iniziare questa intervista parlando dell’associazione SEU di cui sei attualmente sei vice- direttrice. Di cosa si occupa e di quanto è importante per coloro che vogliono entrare a far parte del mondo della scrittura?

L'associazione culturale SEU (scrittori emergenti uniti) nasce con lo scopo di permettere agli autori di aiutarsi a vicenda, noi fondatrici siamo tutte autrici e siamo convinte che se mettiamo in comune le nostre idee e le nostre forze possiamo aiutarci a crescere, credo che sia una lezione che molti scrittori debbano imparare, è un settore in cui si sente molta competizione e rivalità e non ne vedo il motivo. Aiutarsi è molto più produttivo. Fra le offerte dell'associazione c'é la possibilità di partecipare alle fiere del libro (Pisa Book festival, Modena Buk , Salone del libro di Torino) e di far conoscere i propri libri con la rubrica "i libri del mese" per la quale gestisco delle interviste con eventi on line. Credo che sia un'associazione che può aiutare molto, soprattutto gli scrittori appena nati che non sanno bene come muoversi in questo mondo (parlo per esperienza).


Hai avuto una brutta esperienza con qualche C.E.?

Penso si possa definire in questo modo!! Ho pubblicato il mio primo libro a 18 anni e all'epoca non sapevo niente di questo mondo, credevo che tutte le C.E.  fossero a pagamento, ho mandato il libro ad un famoso gruppo editoriale, pensando lo valutassero e ho pagato per pubblicare. Felicità a gogò finché non ho scoperto che il libro era pieno di refusi - forse non lo leggono neanche - e che esistono molte alternative alle C.E. a pagamento. Errore mio. Adesso, se posso, metto tutti in guardia.



E' una bella cosa, credo sia importante che ci sia una chiara informazione o, anche solo, delle persone che aiutino un giovane che decide di pubblicare.. A questo punto mi sorge spontaneo chiederti se preferisci una pubblicazione C.E. o il self-publishing?

Sono perfettamente d'accordo. Credo che il self publishing sia una bella soluzione per pubblicare, si fa tutto con i propri tempi, si è completamente autonomi e si sa che la pubblicità va gestita. Le case editrici sono un sinonimo di qualità davvero sopravvalutato, penso che rinuncerei al self soltanto per una CE molto grossa, in grado di garantirmi una pubblicità tangibile e una buona distribuzione. Purtroppo piccole e medie C.E. non lo fanno, e a questo punto le royalty con il self sono più alte. Nonostante questo penso che per un autore sia formativo provarli entrambi per avere una visione più completa.


Hai scritto due romanzi  “Il potere dell’Amore. Le guerre dei Clan”  e “Incontri in maschera” . Presentano tematiche e generi differenti. Da dove prendi ispirazione per i tuoi romanzi?

Da qualsiasi cosa, in genere le idee mi attraversano le mente con dettagli sui quali costruisco la storia. Possono venirmi delle idee dalle serie TV o dai libri che leggo, oppure dai sogni, o da quello che studio all'Università, quella è una bella ispirazione. Non posso fare a meno di infilare nei miei libri qualcosa di "culturale".


Il tuo primo romanzo, nonché il tuo esordio da scrittrice “Il potere dell’Amore. Le guerre dei Clan” è il primo di una saga. Hai iniziato a lavorare sulla stesura degli altri capitoli?

Già, dovrebbe essere il primo di una trilogia. In realtà avevo iniziato, e avevo scritto buona parte del secondo, ma il punto è che il libro è il famigerato pubblicato con  quel gruppo editoriale, quindi andrebbe rivisto in modo approfondito. Con l'ebook ho migliorato un po' la situazione, ma andrebbe comunque risistemato. Il problema, poi, è che non sono sicura di come vorrei farlo finire, perciò per ora ho accantonato il progetto perché mi sono venute in mente moltissime altre storie. Spero di tornarci, però, mi spiacerebbe abbandonarlo del tutto.


Speriamo tu possa tornarci a lavorare serenamente. Incontri in maschera,invece, è il tuo ultimo libro pubblicato. L’ho letto e recensito e ne sono rimasta positivamente colpita, ma vorrei approfondire con te alcuni aspetti che emergono dal libro.

Dalla tua scrittura è evidente che non scrivi solo per passione, si nota l’esercizio , lo studio che c’è alle spalle. Non ci sono errori dal punto di vista sintattico e stilistico e, purtroppo, non si può dire lo stesso per altri autori emergenti.  Quanto pensi sia importante saper scrivere,specialmente se si sceglie di auto- pubblicarsi?

Grazie! Credo che sia fondamentale quantomeno ridurre gli errori al minimo e credo che farsi aiutare da qualcuno abile sia molto utile, infatti una mia amica mi ha aiutato con i refusi, perché quelli purtroppo scappano,il fatto che l'auto-pubblicazione non abbia un editing accertato fa storcere il naso a molti e in effetti alcuni lavori che ci sono in giro fanno pensare che una persona prima di scrivere dovrebbe chiedersi seriamente se ne è in grado, partendo dalle cose basilari come la grammatica, soprattutto, appunto, quando decide di affrontare la strada del self, già piena di pregiudizi. Personalmente credo che la figura dell'editor sia anche sopravvalutata, certo, può servire, ma se uno scrittore sa scrivere ed è attento può non essere necessario. Per me la correttezza, comunque, corrisponde anche ad una qualità dello scritto, è difficile che trovi piacevole un testo che non è scritto bene, non serve sia perfetto, ma almeno decente.


La penso allo stesso modo. Un tema presente nel tuo romanzo "Incontri in maschera" è l’unione omosessuale tra la sorella di Altea e la sua compagna,la coppia ha anche una bambina. Oggi le unioni di questo tipo sono un argomento controverso e tu invece lo tratti con un’estrema naturalezza.

Perché credo che dovrebbe essere considerata una cosa naturale. Credo che si capisca, dal testo, che sono assolutamente a favore. Ho voluto sottolineare la mia convinzione nella serenità della bambina finché non viene criticata da un'amica i cui genitori le dicono che le sue madri non dovrebbero stare insieme. Credo che il problema di fondo sia tutto qui, cioè che se ci abituassimo a ritenerla una cosa normale non ci sarebbe nessun trauma per il bambino né per chi gli sta intorno. Credo nell'amore, tanto, e vorrei che nessuno sentisse di avere il potere di negarlo a qualcun altro. Ovviamente non sono una sessuologa o psicologa dell'infanzia, è solo la mia idea.


Si,il tuo punto di vista è chiaramente comprensibile dal testo. Un’altra curiosità, perché Federico, durante gli incontri con Altea, si fa chiamare “K” ? C’è un significato particolare?

Non c'è un motivo particolare, lui cerca semplicemente un "nome" che non riconduca a lui in nessun modo. Io l'ho scelto perché sono una grandissima fan di Harry Potter e volevo richiamare la K della Rowling. Qualche Potterhead adesso mi fucilerà ahahah :D


Ahahah :D Ero troppo curiosa di sapere il motivo!!
So che stai progettando di scrivere alcuni romanzi storici. Qual è il periodo storico che più ti affascina e perché?

Sì è il mio genere preferito, per ora ne ho due in programma. Adoro il periodo romano, al punto che ci farò la tesi di triennale, mi piace moltissimo la figura di Cesare ma sono appassionata in generale del I Sec a.C. E delle successioni imperiali successive ad Augusto.  Mi piace molto anche la storia greca ma la passione per quella romana è imbattibile!


Ultima domanda. Vuoi condividere con i lettori di Emozioni tra le righe una tua curiosità personale o sui tuoi romanzi?

Ok, provo a fare entrambe le cose. Sono nata femminista, ho sempre creduto che fosse stupida l'idea che le donne non potessero fare qualcosa che per gli uomini era normale, o che dovessero stare in casa a pulire e fare figli perché "ci si aspetta così". Prediligo le eroine intelligenti e indipendenti e spero sempre di essere in grado, nei miei romanzi, di presentare modelli femminili di questo calibro, indipendentemente dal genere che scriverò :).


E' una bellissima idea e ti auguro di continuare così J Spero che le domande siano state di tuo gradimento e che ti sia trovata a tuo agio nel rispondere... J Grazie della gentilezza e della disponibilità!!

Grazie,molto! Sono state domande interessanti e ben pensate! Grazie per avermi concesso questa opportunità!!


mercoledì 24 febbraio 2016

Sondaggio #2 : Qual è la caratteristica principale che ti porta a scegliere un libro?

Si entra in libreria con un'idea precisa su cosa acquistare? Oppure si gira tra gli scaffali in cerca di un titolo,una copertina,un autore che catturi la nostra attenzione?

Sicuramente c'è un perchè dietro ogni libro acquistato.
Emozioni tra le righe ha chiesto ai suoi lettori cosa li spinge ad acquistare un libro e ha creato questo piccolo sondaggio al fine di capire le motivazioni dei lettori.

Il sondaggio è stato svolto su un campione di persone di 17 persone (di cui 1 maschio e 16 femmine) all'interno del gruppo facebook di Emozioni tra le righe, nel periodo di tempo che va dal 7 febbraio 2016 al 24 febbraio 2016.



I risultati sono riportati in forma di istogramma, in modo da essere immediatamente comprensibili e chiari.


Qìil link del gruppo facebook dove è stato svolto il sondaggio: Gruppo facebook

domenica 7 febbraio 2016

Sondaggio #1: Quale genere di lettura preferite?

Il sondaggio nasce con l'esigenza di capire quale sia il genere preferito di lettura.
E' stato svolto su un campione di persone di 32 persone (di cui 4 maschi e 28 femmine) all'interno del gruppo facebook di Emozioni tra le righe, nel periodo di tempo che va dal  9 gennaio 2016 al 7 febbraio 2016.

Il grafico a istogramma mostra chiaramente i risultati del sondaggio,ma per comodità di lettura,riporto anche una tabella in allegato.



Genere letterario Voti
Romanzo rosa 14
Fantasy 12
Thriller 11
Romanzo storico 9
Classici della letteratura 6
Libri gialli 5
Romanzi storici ed esoterici 5
Romanzo erotico 5
Biografie 4
Saggi 2
Horror 2
Libri di viaggi 1
Poesie 0


venerdì 5 febbraio 2016

Recensione "Josepha e la pozione dell'eterna giovinezza" di Valentina Agosta a cura di Ilaria Cutrì.

Josepha Camiller è la protagonista di questo romanzo dalle tinte horror fantasy che parla di amore,magia e mistero.

La parte iniziale del libro riesce a catturare molto l'attenzione del lettore,ma nel proseguo dello sviluppo della storia si perde il filo logico e la cognizione degli eventi.
Talvolta si ha l'impressione che molti fatti accadano e che molti personaggi compaiano quasi per magia!
Personalmente,ho avuto un pò di difficoltà a terminare la lettura per la forma e lo stile che presenta,anche se la trama ha uno sviluppo interessante.



La ragazza,infatti,scopre per caso di essere una strega dopo aver salvato un coniglio che la introdurrà in un mondo magico e sotterraneo. Studierà in una scuola di magia,che sarà facile associare al famoso castello di Harry Potter.
Nel castello,Josepha incontrerà amici e nemici,conoscerà il bene e il male e lotterà per salvare il mondo magico dalle forze del male.