scorri "scrittori"

Recensione "Memorie di una geisha" di A.Golden a cura di Ilaria Cutrì

Cari lettori, ho deciso di scrivere le impressioni di questa lettura 
subito dopo averla conclusa. Solitamente attendo. 
Attendo che le sensazioni, le emozioni si depositino sul mio cuore prima di iniziare a raccontare. 
Questa volta però, ho come la sensazione che, 
se passerà molto tempo prima che ve ne parli, 
la magia sarà svanita e ritornerò alla mia quotidiana realtà troppo in fretta

Dimenticherei i ciliegi in fiore, il quartiere Gion di Kyoto, antica capitale imperiale del Giappone e Sayuri Nitta, il personaggio ( mai storicamente esistito) di cui tratta il romanzo.





Titolo: Memorie di una Geisha
Autore: Arthur Golden
Genere: Narrativa storica
Listino: € 10,00
Editore:TEA
Collana:I Grandi
Data uscita:09/10/2008
Pagine:571
Formato:Tascabile
Lingua:Italiano
Prima pubblicazione: 27 settembre 1997
Adattamenti cinema: Memorie di una geisha (2005)













"Immaginiamo di essere seduti, voi e io, in una stanza silenziosa affacciata su un giardino, a parlare del più e del meno e a sorseggiare una tazza di tè verde, e che il discorso cada su un fatto avvenuto tanto tempo prima e che io vi dica: «Il pomeriggio in cui incontrai quell'uomo... fu il più bello della mia vita, e anche il più brutto». Sono convinta che mettereste giù la vostra tazza e replichereste: «Be', com'è possibile? Era il più bello o il più brutto? Una cosa esclude l'altra!». Di solito riderei di me stessa, dichiarandomi d'accordo con voi, ma la verità è che il pomeriggio in cui incontrai il signor Tanaka Ichiro fu al tempo stesso il migliore e il peggiore della mia vita. Mi era sembrato un uomo così affascinante che persino il sentore di pesce che proveniva dalle sue mani aveva un che di profumato. Ma, se non l'avessi conosciuto, sono sicura che non avrei mai fatto la geisha."-Incipit "Memorie di una geisha" di A.Golden.


Arthur Golden scrive di Sayuri Nitta, una geisha tra le più famose del primo Novecento, un personaggio di fantasia - come lo stesso autore precisa in postfazione - ma Sayuri si inserisce in un contesto storico, politico, sociale ricostruito con minuzia e precisione. 

La prima parola che mi viene in mente nel parlarvi del romanzo è “particolari”. Come un pittore fiammingo, innamorato dei dettagli, Golden descrive il mondo delle geishe di Kyoto facendolo apparire come un Eden nel momento in cui il mondo oscilla tra i due grandi orrori delle guerre mondiali.  All’opulenza dei particolari narrativi si contrappone uno stile molto semplice e comprensibile. 


Gion è un piccolo gioiello incastonato nel Giappone del primo Novecento, un paradiso popolato da ninfe vestite da splendidi kimono, che si muovono tra ruscelli, ciliegi e distese innevate.
Il mondo delle geishe è incontaminato, pulito, armonioso.


Inutile dirvi quanto sia stata affascinata dalle descrizioni dei paesaggi e, ancor più dalle tradizioni, dalle usanze di un mondo ormai perduto riportate alla luce dallo scrittore americano. 
Golden ripercorre la vita della sua protagonista dandole voce attraverso la sua scrittura e Chyno racconta lasciando il lettore affascinato e smarrito davanti a tanta bellezza, davanti a tanta raffinatezza.


Non avevo mai letto alcun romanzo ambientato in Giappone sebbene fossi sempre stata affascinata dalle loro tradizioni così lontane e diverse dalle nostre. Ebbene, questo romanzo vi fa entrare in punta di piedi in un mondo lontano e, pagina dopo pagina, vi sentirete persino a vostro agio nel leggere di obi e di sakè. 


La struttura del romanzo è come una matassa invisibile in cui ognuno dei due capi è un personaggio (Sayuri e il suo danna), i fili aggrovigliati sono la storia e, cosa geniale, non vi renderete conto della direzione in cui procedono i fatti narrati finchè non arriverete al penultimo capitolo. 
E’ qui che il lettore avrà chiaro tutto: su ogni singolo gesto, personaggio ed evento viene fatta luce e viene fatto emergere il motivo finora celato di ogni cosa.


E’ il romanzo dell’attesa, del piacere dell’attesa, una storia che da valore al tempo e alla pazienza. Concetti distanti da una civiltà occidentale sempre più frenetica, propensa a correre verso qualcosa di cui talvolta non si conosce neppure il valore. La contrapposizione tra le due civiltà è forte e viva 

Oltre ad apprezzare l’affresco di un mondo lontano, ci sono due sfumature che appaiono forti nel romanzo. La prima è legata al valore del denaro, al giro d’affari che muove l’intera giostra in cui la geisha e le persone al suo servizio si muovono. La seconda appare solo negli ultimi due capitoli e, come potrete immaginare, si tratta dell’amore. 
Cosa accade a una geisha quando si innamora? 
Nel mondo delle geishe non è permesso avere legami che non siano affari, non è mai messo in primo piano ciò che una geisha vuole, ciò che lei sente, ma solo ciò che fa. 

Sayuri è diversa.

Sayuri è ciò che fa!


…Ma non potrete capire se non leggerete la storia. 

Voglio solo lasciarvi una delle citazioni alla fine del romanzo in cui la stessa protagonista descrive la sua vita:


“La mia esistenza fu come un corso d’acqua che precipita su speroni di roccia prima di poter raggiungere l’oceano.”

Consiglio a tutti la lettura e corro a vedere il film, mi hanno detto che è una bellissima interpretazione!!! 

Intervista a Patrich Antegiovanni

Cari lettori, oggi sono lieta di ospitare nel nostro blog Patrich Antegiovanni,
 giovane scrittore emergente che ho avuto modo di conoscere recentemente sul nostro gruppo lettori. Patrich è autore del mystery Thriller  “L’altare dell’abisso “ e oggi sarà nostro ospite per farsi conoscere e parlarci del suo libro. 


1. Benvenuto su “Emozioni tra le righe”, Patrich. Parlaci un po’ di te…

Ciao Ilaria e grazie per l’ospitalità. Vediamo un po’, vi parlo di me, ok… a questa domanda permettimi di rispondere come mi piace. Per me sono IO, parte del tutto. La questione è chi sono per gli altri e questo è molto relativo... come il tutto di prima. Mi spiego, per mia moglie sono il marito con cui è cresciuta fin dall’università, per mia figlia di cinque mesi sono il padre, anzi per ora sono il giullare che la fa ridere e con cui giocare, per i miei genitori sono io il figlio oramai troppo cresciuto, per i nostri cinque gatti sono il distributore di cibo e coccole. Nel lavoro sono un naturalista, un consulente ambientale e un collaboratore dello studio bibliografico di mia moglie. L’ho lasciato per ultimo, ma per i lettori sono l’autore e spero l’amico che li accompagna aiutandoli a evadere dalla realtà e dallo stress, sperando di fornire spunti su cui ragionare. Adoro leggere e ancora più scrivere.


2. Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Ho sempre scritto, ma non mi ero mai cimentato con un romanzo, mancava l’inspirazione. Prima scrivevo storie o impressioni; poi relazioni per il lavoro, e anche istruttorie o ricerche, per me l’importante è sempre stato comunque scrivere di qualsiasi cosa. Alla fine mi sono accorto che scrivendo sento la pace interiore della meditazione, entrambe sono due modi di vivere il presente estraniandosi da passato e futuro. Così ho cominciato a studiare con più attenzione la scrittura creativa e trovata l’ispirazione ho “composto” il primo romanzo L’Altare dell’Abisso.


3. C’è un autore o un romanzo in particolare a cui guardi come riferimento nel mondo letterario?

Non riesco a indicare un romanzo su tutti, ne adoro troppi, come amo i loro inventori. Leggere per me è come scrivere, una cosa fondamentale. Negli anni molti scrittori sono passati sotto sotto i miei occhi, li ho apprezzati spaziando nei secoli e nei generi: da Hugo a Dumas, da Dickens a Tolstoj e Dostoevskij, da Tolkien a Martin, da Verne a Salgari, dalla Radcliffe a Poe, dalla Christie a Moravia, da Verga a Steinbeck, da Orwell a Eco, da Golding a Baricco, da Collins a Sue, da Zola a Balzac, da Huxley a Capote, da Hesse a Marquez, da Saint-Exupéry a Bach, da King a Carver e ancora potrei andare avanti a lungo, quelli citati sono solo una parte e gli autori non citati sono altrettanto importante per me, ma vorrei aggiungere altri che si sono occupati e si occupano di tematiche diverse, non romanzi, ma saggistica e che per me sono molto importanti parlo di Dawkins, di Darwin, della Carson, di Ajahn Sumedho, di Ajahn Chah, Tich Nath Han, Kalu Rinpoche e anche qui tanti altri.

4. Raccontaci del tuo romanzo…

Fedro Soli è un trentenne di Parma insoddisfatto della sua vita. Ha sposato Amalia e da lei aspetta un figlio che lo obbliga ad essere responsabile, ma Fedro vuole solo scrivere e ciò provoca continue liti con la moglie. Il protagonista no ha nemmeno un buon rapporto con la famiglia di origine per episodi del passato. Da un anno Fedro e Amalia vivono a Bevagna, in Umbria, perché rimasti affascinati dal borgo medioevale, dalla campagna e dal vivere sano. Conosce dei vicini produttori di vino, i Cecagallina, e diventa molto amico di Saverio, il figlio del capofamiglia Vareno. Saverio oltre a essere un ottimo vignaiolo ha la passione dell’archeologia e scava nelle campagne circostanti in cerca di reperti archeologici.
La trama si “slaccia” tra sogni onirici rivelatori e strani eventi, finché una notte un omicidio e una scomparsa daranno il via a una catena di avvenimenti che coinvolgeranno Fedro e il lettore in una serie di misteri, scomparse, riti alchemici, scontri di religioni e tradizioni legati agli antichi fasti degli Umbri e non solo. Fedro dovrà fare i conti anche con il suo passato.
Colpi di scena e sconcertanti verità accompagneranno Fedro nella sua catarsi. Ma attenzione nulla è ciò che sembra né per Fedro né tantomeno per il lettore.

5. Cosa ti ha ispirato nello scrivere questa storia? Un avvenimento, una situazione?

Quando nel 2012 io, mia moglie e tre gatti ci siamo trasferiti a Bevagna spesso mi trovavo a guardare dal giardino, o dalla finestra la campagna che mi circonda. All’inizio ho notato l’armonia, l’equilibrio e il lavoro nei campi, ma poi ho scoperto due luoghi interessanti a pochi passi da casa, due risorgive sconosciute ai più, una è un lago profondo tredici metri. Proprio il Lago Aiso, è tristemente famoso nella zona e in internet per le leggende, è circondato da un alone di mistero, ma è anche un SIC, ovvero un Sito di Interesse Comunitario dal punto di vista naturalistico un po’ colpito dall’incuria. Questo lago è citato nella cartografia antica a volte con il toponimo Aso proveniente dall’Umbro e sta per ara, altare, in altre carte come Abisso, come tutt’ora lo chiamano gli abitanti per la credenza che non ha fondo. Per il titolo del romanzo ho preso spunto proprio dal gioco dei due toponimi. L’altro luogo è l’Aisillo Fanelli, ovvero una piccola risorgiva che nasconde sotto le sue acque un luogo di culto romano e forse Umbro lasciato al buon cuore del proprietario. La prima ispirazione è nata così, poi ci sono i libri antichi con cui lavoriamo e così dallo studio dell’alchimia antica ha preso forma l’idea di far diventare una campagna bucolica e idilliaca l’ambientazione di un thriller.



6. Qual è il messaggio che si nasconde tra le righe di “L’altare dell’abisso “?


L’Altare dell’Abisso è un libro a strati. Il lettore, sfogliando le pagine virtuali o cartacee, ne sfoglia anche i livelli. È un libro dove ognuno può decidere dove “accomodarsi”, il primo strato è il mistery thriller, ma ci si può riparare nell’amore, è anche un’opera di alchimia che tratta l’esoterismo con studio e cognizione di causa. Il lettore può sostare nell’ambientazione contadina e storica del paesaggio umbro, nella natura, o nella vita godereccia ricca di ricette e di buon vino, può essere ammaliato dal livello musicale sia per quanto riguarda i brani citati che per la vera e propria musicalità del testo con cambi di ritmo e stile a seconda di dove si è nel processo di trasformazione del personaggio, fino ad arrivare alla narrativa pura, quella con cui confrontarsi: una sorta d’iniziazione catartica sia per Fedro che per il lettore; è anche un romanzo di denuncia verso il consumismo e a favore della sostenibilità sociale e ambientale.


7. C’è qualche curiosità o qualche citazione che vuoi condividere con i lettori di emozioni tra le righe?

Curiosità molte, ad esempio… ho scritto il romanzo con degli A4 davanti agli occhi, in ognuno di questi fogli c’era e c’è la foto e la firma di uno degli autori con cui ho iniziato ad adorare scrittura e lettura. Stupita? Non mi sono mai creduto alla loro pari, volevo che mi fossero d’ispirazione. Ho chiesto ai volti di Hugo, Dumas, Dickens, Tolstoj e Dostoevskij di essere la mia musa. Che pazzia, però un briciolo di loro silenti me lo hanno passato.

Un’altra curiosità? Durante la scrittura a volte ho dovuto lasciare il romanzo per non rischiare di essere travolto dagli eventi e dai personaggi quando chiudevo gli occhi o mi affacciavo alla finestra di casa. Ho trovato difficoltà perché i personaggi si muovono dove mi muovo io, la loro storia e la mia vita hanno la stessa ambientazione esterna.

Non posso dirti tutto, ma ti lascio un’ultima curiosità, la copertina. È nata da una foto.

Quando dovevo scrivere l’incipit del capitolo quattro dove ho descritto il centro storico di Bevagna come fosse un fiume ho girato per il paese con la macchina fotografica scattando foto di particolari, tra cui una grande finestra antica con una vetrata di quadrati di vetro a piombo e un’inferriata robusta ben saldata alla pietra calcarea del muro. Studiando la foto ho pensato ai secoli di segreti celati ai passanti e mi è tornata in mente quando dovevo scegliere una copertina, è diventata la finestra sui segreti e i misteri raccolti nel libro. A questa foto ho applicato un effetto fuoco, altro elemento fondamentale del romanzo insieme all’acqua, il fuoco che non brucia, il fuoco alchemico. Infine ho aggiunto un effetto vetro rotto dato che il lettore può rompere il vetro piombato della finestra e bearsi dei segreti contenuti. Così è nata la copertina…

Sono molti gli estratti che potrei citare, i lettori possono trovarli nella mia pagina autore Patrich Antegiovanni. 
Vorrei comunque concludere con due citazioni del libro di natura completamente opposta, forse indicative degli strati presenti: 

“Arrivarono per caso. […] si innamorò a prima vista della piccola pianura padana, come adoravano chiamarla, del vivere sano e della originalità del borgo, all’apparenza semplice e genuino. Fedro apprezzò da subito i pregi della campagna: comprare o barattare uova, carne e verdure dagli sparuti vicini, raccogliere i propri frutti e nutrirsi delle erbe spontanee che crescevano in giardino o lungo i greppi; gesti sostenibili in un mondo insostenibile. Riuscì ad apprezzare anche la relatività del tempo, il suo scorrere a tratti piacevolmente lento.”

“A bordo lago, l’acqua lambiva la suola delle scarpe da tennis e la disperazione aiutava le braccia a reggere il macigno bloccato contro il petto. La fune avvolgeva stretta il masso in un nodo al centro e da lì si srotolava contorcendosi e imbevendo le fibre nel liquido per poi risalire a riva e ridiscendere fino all’estremità opposta legata al piede destro dell’uomo. Il vento scompigliava i neri capelli ribelli, l’acqua del lago davanti a sé ribolliva per lo scroscio della pioggia.
Un rubino lampeggiava al cielo imbufalito. Un diluvio di fuoco. Un altro passo e sarebbe stato l’abisso ad accoglierlo nell’ultima danza.”


Grazie per essere stato con noi e un augurio per la tua carriera!

Ecco dove potrete acquistare “L’altare dell’abisso “:
Scopri L'Altare dell'Abisso su
Amazon: http://amzn.to/2j1DsOE
Apple iBook store: http://apple.co/2jxgwXT
Google Play store: http://bit.ly/2jxnqvZ
Kobo: http://bit.ly/2j84Yfz
IBS: http://bit.ly/2j6RosI
Mondadori store: http://bit.ly/2igET9D
laFeltrinelli: http://bit.ly/2igvtv3
e tutti i maggiori store online.

Leggi la genesi del libro al link http://bit.ly/2javHIK



Bevagna, nella tranquillità apparente della piana umbra, dove il Lago Aiso si incastona tra i campi, la vita di Fedro Soli, un trentenne di Parma, proprio non va: il lavoro, l'aspirazione, i litigi con la moglie Amalia e la paternità non voluta. Ma nulla è come crede. In pochi giorni Fedro passerà attraverso una scomparsa, un omicidio, antichi tomi di alchimia, personaggi coloriti e una mescolanza di religioni fino ad affrontare l’Ordine degli Adepti e il suo scopo finale. Invischiato, senza poter scegliere, in forze oniriche ed ermetiche, nella potenza dell’amore e del fascino esotico. Ma disperazione infonderà coraggio e istintività provocandolo affinché concluda il percorso di metamorfosi e abbia la sua personale, al contempo dolorosa, rivelazione.
Anche per il lettore dell’Altare dell’Abisso nulla sarà come sembra, sballottato tra bugie e verità, colpi di scena e ribaltamenti, finta stasi e strappi improvvisi, archeologia indigena e futuro universale. Il mix deflagrante che rende questo mystery thriller un romanzo d’assaporare fino all’ultima sillaba.
“Mutamento, fuoco che non brucia né distrugge, putrefarà, corromperà, genererà e perfezionerà. Nero tramuterà in bianco prima, in giallo poi e partorirà rosso. Fuoco umido di quattro colori, le fiamme che compiranno l’Opera.”


Note biografiche autore:

Patrich Antegiovanni, naturalista, consulente ambientale, ricercatore in ambito scientifico per privati ed enti pubblici, inoltre collabora nella gestione di uno studio bibliografico. Nato a Rho, Milano, dopo aver vissuto in varie zone dell’Umbria da qualche anno risiede nella campagna di Foligno.

Nazim Hikmet, “Amo in te”

Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.

Ho sceso dandoti il braccio, Eugenio Montale



Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.


Viaggi nel passato-Il Novecento




Cari lettori, come ormai sapete, nel nostro gruppo lettori si viaggia nel tempo! Al timone c'è un meraviglioso "Team Emozionine" e tra i partecipanti ci sono i nostri lettori..e  anche tu che stai leggendo! Siete tutti invitati!! 

Come partecipare? E' semplice! Basta iscriversi (QUI) al nostro gruppo lettori e partecipare a piccole discussioni, dibattiti culturali, proporre argomenti e curiosità su cui confrontarsi!


Il mese scorso abbiamo incontrato personaggi dell'Ottocento, invece il mese di maggio sarà interamente dedicato al Novecento! 

Di cosa parleremo? Ecco qualche nome....
Grazia Deledda, Daphne Du Maurier,Helen Hanff, Virginia Woolf, James Joyce, Flaubert, Zola, Montale, Svevo, Buzzati, Rodari, Levi, Pavese, Fenoglio, Morante, Moravia , Gozzano, Calvino, Marinetti , Palazzeschi , Samuel Beckett, Pirandello, Collodi, D'annunzio, Eco, Montale, Alda Merini, Pasolini e molti altri ancora....
Oltre i personaggi, letterati e artisti che hanno reso unico il secolo Novecento, cos'è stato dal punto di vista storico, culturale, politico e sociale? 

Le "Emozionine" rispondono così!




"Il Novecento fu un periodo storico denso di eventi significativi, come le due Guerre mondiali, l'avvento del Fascismo e del Nazismo, che produssero importanti cambiamenti nella letteratura e nell'arte. La perdita delle certezze ed il comune senso di disorientamento determinarono la nascita di nuovi temi letterari e artistici, come l'insensatezza della vita, la disgregazione dell'Io, e il senso di alienazione."









"Il 900 è stato un secolo ricco di innovazioni culturali e questo non dovrebbe sorprendere, dato che ogni secolo porta con sè una rivoluzione. Tuttavia, il XX secolo è essenzialmente segnato da due grandi eventi, la prima e la seconda guerra mondiale, che avranno una risonanza straordinaria non solo sulla società in senso stretto, ma sul modo di viverla e interpretarla da parte degli artisti e intellettuali del tempo. Basti pensare a "Guernica" di Pablo Picasso, "Testament of Youth" di Vera Brittain e a "The Waste Land" di T. S. Elliot, modi diversi di raccontare lo sgretolarsi delle certezze che sostenevano la vita dell'uomo. Il 900 è anche il secolo delle rivoluzioni sociali, del voto alle donne, della legge sull'aborto e sul divorzio, tutti elementi che trovano una risposta nella letteratura del tempo e che avranno un profondo impatto sul nostro presente."









"Hobsbawm noto storico inglese ha  definito il  900 " secolo breve"  (titolo  tra l'altro di uno dei  suoi saggi)  , questo secolo ha segnato la  storia in modo indelebile in  ambito letterario,  scientifico  ,  artistico filosofico.  Scoperte  come la psicanalisi,  struttura del DNA,  oppure  l'utilizzo di un linguaggio innovativo hanno  portato l'uomo a dubitare di sé,  perché l'uomo ora si interroga  e si  ribella . Il primo conflitto mondiale e sopratutto il  secondo dà nuovo assetto all'Europa,  non  solo autori come Svevo,  Joyce , hanno contribuito  decisamente nel cambiare il modo di fare letteratura.  Monologo interiore, discorso indiretto libero,  flusso di coscienza sono  le nuove tecniche narrative perfettamente in linea con la ribellione di  tutto il mondo culturale novecentesco. Secolo tumultuoso ma importante."









"Il ventesimo secolo è un epoca di cambiamento nella letteratura e negli stili letterari. C'è il rigetto di tutto ciò che appartiene al passato. Vi è in quest'epoca,il Modernismo che include in sé il naturalismo, il simbolismo, l'imagismo, il futurismo, il cubismo, il vorticismo, e il surrealismo. Questo è il risultato della diffusione delle idee di Freud nel campo della psicoanalisi. I nuovi scrittori cercano di rappresentare la vita come un fiume di pensieri, il cosiddetto "stream of consciousness". Per fare questo la tecnica è il monologo interiore.










"Dal punto di vista letterario nessun artista, nessuno scultore, pittore, scrittore, poeta potrebbe racchiudere il Novecento. E' un secolo troppo vasto, troppo vario. Tantissimi i mutamenti sociali, politici che si riflettono in letteratura ed arti. Non esiste più il poeta guida o il poeta romantico in grado di esprimere sentimenti difficilmente esprimibili per i più, ma il poeta ora è consapevole della crisi che vive. Come Montale stesso afferma, il poeta non è più  portatore di illuminazioni intellettuali e sentimentali, (“Non chiederci la parola che squadri l’animo nostro informe…non domandarci la formula che mondi possa aprirti,/sì qualche storta sillaba e secca come un ramo./ Codesto solo oggi possiamo dirti,/ ciò che non siamo, ciò che non vogliamo»). Vorrei riflettere sul fatto che forse questa crisi non è stata ancora superata e dare ancora una volta alla poesia, alla letteratura, ai romanzieri e agli artisti il compito di far risorgere la realtà umana. Il Novecento è il nostro passato prossimo, con conseguenze tangibili e il bisogno di speranza e di guardare oltre  guardare oltre il baratro della caducità umana è ancora vivo."


E per voi? Cos'è il Novecento?Quale personaggio di questo secolo amate? Se volete partecipare alla rubrica vi aspettiamo qui!!!





iscriviti!!!!


Grazia Deledda

Scrittrice italiana di fama internazionale, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, la narrativa di Grazia Deledda ha salde radici nel verismo a fondo regionale, nelle cronache e nelle leggende paesane ma mira a livelli più alti grazie al talento, alla tenacia e alla tecnica con cui la scrittrice si distinse sin dalle prime opere.




Cenni biografici e produzione artistica.



Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871 ed è la quinta di sette figli. La famiglia appartiene alla borghesia agiata e la ragazza viene istruita fino al grado di quarta elementare.
Appena diciasettenne, invia alla rivista "Ultima moda" di Roma il primo scritto, chiedendone la pubblicazione: è "Sangue sardo", un racconto nel quale la protagonista uccide l'uomo di cui è innamorata e che non la corrisponde, ma aspira ad un matrimonio con la sorella di lei.

Tra il 1888 ed il 1890, la Deledda collabora intensamente con riviste romane, sarde e milanesi, incerta tra prosa e poesia. L'opera che segna più propriamente l'inizio della carriera letteraria è "Fior di Sardegna" (1892), che ottiene qualche buona recensione.

Per un periodo, la Deledda collabora alla "Rivista di Tradizioni Popolari Italiane" e il risultato più alto raggiunto sono le undici puntate delle "Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna".

Nel 1895 presso Cogliati a Milano, viene publicato "Anime oneste" e l'anno successivo esce "La via del male" che incontra il favore di Luigi Capuana.

Durante una permanenza a Cagliari, nel 1899, conosce Palmiro Madesani, con cui si sposerà l'anno successivo. I due si trasferiscono a Roma e Deledda realizza in questo modo il suo sogno di evadere dalla provincia sarda. Sebbene conduca vita appartata, nella capitale verrà a contatto con alcuni dei maggiori interpreti della cultura italiana contemporanea e, tra agosto e dicembre del 1900, su "Nuova Antologia", esce "Elias Portolu".
Nel 1904 viene pubblicato il volume "Cenere", da cui verrà tratto un film interpretato da Eleonora Duse (1916). Nel 1910 vengono pubblicati Il nostro padrone" e "Sino al confine".

Al ritmo sostenuto di quasi due testi all'anno compaiono i racconti di "Chiaroscuro" (1912), i romanzi "Colombi e sparvieri" (1912), "Canne al vento"(1913), "Le colpe altrui" (1914), "Marianna Sirca" (1915), la raccolta "Il fanciullo nascosto" (1916), "L'incendio nell'uliveto" (1917) e "La madre" (1919).

Si tratta della stagione più felice e i romanzi hanno tutti una prima pubblicazione su riviste di respiro nazionale. Nel 1912 esce "Il segreto di un uomo solitario", dieci anni dopo esce "Il Dio dei viventi".

E' il settembre del 1926 quando Grazia Deledda riceve il Nobel per la Letteratura: è il secondo autore in Italia, preceduta solo da Carducci vent'anni prima; resta finora l'unica scrittrice italiana premiata.

Tra gli altri scritti si ricordano "Annalena Bilsini" e l'ultimo romanzo "La chiesa della solitudine" del 1936 in cui la protagonista è, come l'Autrice, ammalata di tumore.

Il 5 agosto 1936 Grazia Deledda si spegne lasciando un'opera incompiuta che verrà pubblicata l'anno successivo a cura di Antonio Baldini con il titolo "Cosima, quasi Grazia".

“Ti meriti un amore” di Frida Kahlo
















Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.

– Frida Kahlo

Coppie librose, parte II

Cari lettori, benvenuti alla seconda puntata di “Coppie librose”….
Nell’attesa di scoprire di quale coppia vi parlerò oggi, voglio ringraziarvi per aver apprezzato la coppia proposta nella prima puntata della rubrica, sono stati davvero molti i commenti e i messaggi ricevuti e non posso che esserne felice!


Oggi vi parlerò di una storia d’amore travagliata e tormentata, quella tra Sybil Vane e Dorian Gray!
La storia si inserisce nel cuore del mio libro preferito, Il ritratto di Dorian Gray del grande Oscar Wilde e accompagna il lettore per qualche capitolo alla metà del libro.
Sybil Vane è una giovane ragazza bellissima, un'attrice di teatro che recita in maniera magistrale di cui Dorian si innamora a prima vista mentre lei recita a teatro il ruolo di Giulietta.  Da quel giorno Dorian tornerà al teatro ogni sera per vederla un giorno nei panni di Desdemona, un altro in quelli di Giulietta.


Sybil Vane, incarna quell'ideale di perfezione che Dorian ricerca e, nel loro amore, riesce a far coincidere l'arte con la sua vita. Sybil chiama Dorian il suo Principe Azzurro, se ne innamora follemente e si lascia baciare. Dopo quel bacio,la sua vita non fu più la stessa. Dal momento in cui Sybil si invaghisce di Dorian la sua recitazione non è più la stessa, non si impegna più nel teatro e, Dorian, assistendo ad un suo spettacolo mal interpretato, si disinnamora poiché si sente tradito nella sua aspettativa ideale.


La bella Sybil Vane si concede come promessa sposa a lui, recita per l’ultima volta la parte di Giulietta ed è la performance più brutta di tutta la sua vita. Sybil non è più in grado di recitare, di fingere, di interpretare personaggi e amori che non sente più e che non sono i suoi. Tutta la vota della ragazza ruota intorno a Dorian e lui questa rivelazione di lei le dice:  “Hai ucciso il mio amore” e, insultandola se ne va. Il giorno dopo i giornali parlano del suicidio dell’attrice.
“Giovane attrice viene trovata morta, distesa sul pavimento del suo camerino. Per sbaglio ha ingoiato qualche cosa usata nei teatri e contenente dell’acido prussico” o qualcosa del genere…




Ecco alcune citazioni dal romanzo:



-Di chi sei innamorato? - chiese Lord Henry dopo una pausa.
- Di un'attrice - disse Dorian Gray arrossendo.
Lord Henry scrollò le spalle. - Questo è un "début" alquanto
terra terra.
- Harry, se tu la vedessi non parleresti in questo modo.
- Chi è?
- Si chiama Sybil Vane.
- Non ne ho mai sentito parlare.
- Nessuno ne ha sentito parlare, ma un giorno non sarà più così.
E' un genio.

Ma quando parlasti per la prima volta con la signorina Sybil
Vane?
- La terza sera. Aveva fatto Rosalinda. Non potei fare a meno di
andare sul palcoscenico. Le avevo gettato dei fiori e lei mi
aveva guardato, o almeno così m'immaginai. Il vecchio ebreo
insisteva; sembrava deciso a portarmi dietro le quinte, e così
acconsentii.

- Sybil? Oh, era così timida, così gentile! C'è in lei qualcosa di
una bambina. I suoi occhi si spalancarono con uno stupore
delizioso quando le dissi quello che pensavo delle sue
interpretazioni. Sembrava che non avesse la minima coscienza
delle sue doti. Entrambi dovevamo essere piuttosto nervosi.
Sulla soglia del ridotto polveroso, il vecchio ebreo stava
ghignando e facendo discorsi elaborati sul nostro conto, mentre
noi ci guardavamo l'un l'altro come due bambini. Insisteva a
chiamarmi my Lord, tanto che fui costretto ad assicurare a
Sybil che non ero niente di simile.
Mi rispose con la massima semplicità: "Avete piuttosto
l'aspetto di un principe. Vi chiamerò Principe Azzurro".

Sybil è l'unica cosa che m'interessa. Che m'importa la sua
origine? Dalla testolina ai piedini è assolutamente e
interamente divina. Vado a vederla recitare ogni sera, e ogni
sera è più meravigliosa.


 “Ma Giulietta! Harry, immagina una fanciulla appena diciassettenne,
con un visino in fiore, una piccola testolina greca
con delle ciocche intrecciate di capelli castani scuri, occhi che erano pozzi violacei di passione, labbra come petali di rose: la cosa più adorabile che avessi mai veduto in vita mia. 
Mi dicesti una volta che il pathos ti lascia freddo, ma che la bellezza, 
la sola bellezza può farti venire le lacrime agli occhi.
Ti dico, Harry, che riuscivo a mala pena a veder quella ragazza, tali erano le lacrime che mi annebbiavano la vista. 
E la voce!.....” “L’amo Harry; essa è tutto nella vita per me”
Dorian era davvero innamorato di lei? O era innamorato dell’arte che attraverso di lei prendeva vita? Sybil Vane è solo uno strumento nel libro per mostrare la spregiudicatezza di Dorian e l'influenza tremenda di Henry Wotton? O è un simbolo di speranza, rinascita e purificazione che Dorian non riesce a cogliere?




A voi la risposta.. se avete letto il libro... se lo leggerete, fatemi sapere come avete interpretato questa storia da’amore!
Come sempre, vi invito a passare da Cri per scoprire una nuova coppia librosa… QUI!
Alla prossima, terza puntata! 

Segnalazione " Non ricordo ma ti amo" di Paola Garbarino

Cari lettori, in anteprima per voi vi presento 
il nuovo libro di Paola Garbarino in arrivo il 28 aprile con il titolo 
"Non ricordo ma ti amo".

TITOLO: Non ricordo ma ti amo
AUTORE: Paola Garbarino
EDITORE: Self publishing
PUBBLICAZIONE: 28 aprile 2017
GENERE: New adult
PAGINE: 280
PREZZO: 2,99 €; cartaceo solo su Amazon e Createspace a 12,99 €

William si risveglia l’ennesima mattina a casa di una sconosciuta e, come tutte le altre volte, sta letteralmente fuggendo con le scarpe in mano quando s’imbatte in Luna, una delle coinquiline della sua conquista di una notte. È talmente abituato al fatto che le ragazze gli cadano ai piedi, che siano tutte facili conquiste, che resta perplesso quando lei lo liquida con battute glaciali. Quando Luna se ne va lui decide che conquistare quella ragazza difficile sarà la prossima scommessa che è solito fare col migliore amico. Da lì inizia a raccogliere notizie su di lei e a cercare d’incontrarla con ogni pretesto. Luna è davvero una ragazza determinata a non lasciar entrare nella propria vita un tipo come lui… ma William ha dei segreti che lei riesce a scorgere e, inevitabilmente, si ritrova attratta da quello strano e bellissimo ragazzo. E, forse, anche per lui la scommessa non sta andando come aveva previsto… 
E poi, William riapre gli occhi in un letto della rianimazione, dopo un incidente: e scopre di non ricordare più nulla degli ultimi tre anni, nemmeno la ragazza con cui sta da più di un anno. 
Vale la pena cercare di ricordare, conoscersi nuovamente o è meglio farsi dei nuovi ricordi? 
Se siamo ciò che viviamo, ciò che abbiamo vissuto, cosa vale davvero la pena ricordare? 
La storia è narrata da entrambi i protagonisti e la narrazione corrente si alterna con quella passata, attraverso i ricordi di William e soprattutto di Luna. 


ESTRATTO
“Mi stringe fortissimo, affondando la faccia nel mio collo.
Restiamo così per un lungo momento, estemporaneo, mentre il temporale ricomincia, forte, i tuoni squassano il nostro silenzio ma fanno meno rumore del mio cuore.
Riprendo possesso del suo volto, lo ricopro di baci e lui resta lì a goderseli, con gli occhi socchiusi, bellissimo.
“Hai sempre detto che non ti piacevo.” sussurra, ancora con gli occhi serrati.
“E tu hai sempre detto che ero una bugiarda.”


Dalla stessa autrice dei new adult Stars Saga (“Come la coda delle comete”, “Black Hole”, “Supernova”, “Pulsar”, “Stella polare” e “Starburst”); e del fanta romance “Il popolo dei Sogni”. 

Contatti 
  • paolagarbarinowriter@gmail.com
  • https://paolagarbarino74.wixsite.com/author-site
  • https://web.facebook.com/paolagarbarinowriter
  • https://twitter.com/paolagarbarino2
  • https://it.pinterest.com/paolagarbarino5/
  • https://www.instagram.com/labyrinth74/

Segnalazione “Con il cuore in subbuglio” di Tiziana Iaccarino

Care lettrici, amanti del genere rosa, vi segnalo l'uscita del nuovo romanzo di Tiziana Iaccarino.
Colgo anche l'occasione per farvi sapere che esiste un 
capitolo extra gratuito scaricabile direttamente dal nostro 






Titolo: “Con il cuore in subbuglio”
Autore: Tiziana Iaccarino
Genere: Romanzo rosa; Narrativa contemporanea
Anno di pubblicazione: I Edizione, Aprile 2017
Prezzo: € 0,99
Link acquisto


Sinossi
Dopo aver perso sua madre a causa di una malattia, Morena è rimasta sola con un padre severo ed egoista che non le offre l’amore sperato. Completamente in balia degli eventi, la ragazza smette di vivere: non mangia più, non sogna più e non ha alcuna gioia a farle godere i suoi venticinque anni.
Un giorno suo padre decide di farle vivere un’esperienza all’estero dove una famiglia inglese la accoglie come una figlia e le fa riscoprire i valori e la bellezza della vita.
In un luogo quasi magico dove il tempo scorre lentamente e niente è come sembra, la ragazza incontra un individuo misterioso che le sconvolge l’esistenza.
Per la prima volta il suo cuore comincia a galoppare nel petto per un uomo, ma Sir James Coleman ha un passato oscuro alle spalle, una barba folta, i capelli lunghi e lo sguardo triste, quasi assente, come a contemplare qualcosa che non c’è.
In paese si mormora che porti con sé una maledizione da cui non riesce a liberarsi e nessuno vuole avvicinarsi alla sua casa per paura e diffidenza, tranne Morena. Ma quando la ragazza scopre ciò che si cela dietro quell’uomo, sarà troppo tardi…
“Con il cuore in subbuglio” è una storia che tocca le delicate corde dell’animo, nel momento in cui non ti aspetti che esso possa lasciarsi andare ai sentimenti che hai nascosto o represso.