sabato 13 gennaio 2018

Recensione "Cronaca di una morte annunciata" - Gabriel García Márquez

Il 1981 è l'anno in cui Gabriel Garcìa Màrquez, autore premio Nobel per la letteratura, ci regala "Cronaca di una morte annunciata". E’ un regalo importante questo libro e bisogna trattarlo con estrema delicatezza e rispetto perché Santiago Nasar, protagonista del libro, è realmente-indirettamente esistito.
Santiago Nasar è il personaggio attraverso il quale l’autore rende memoria ad un suo caro amico, Cayetano, e ne scrive dopo la morte della madre di costui, nel 1980, perché sarebbe stato troppo forte il dolore di una madre nel vedere il figlio morire due volte.


Cronaca di una morte annunciata
Gabriel García Márquez
Traduttore: D. Puccini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici moderni
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: XVII-89 p., Brossura
EAN: 9788804567899
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Santiago Nasar è un giovane benestante accusato di aver disonorato Angela Vicario la quale, per questo motivo, viene ripudiata dal marito il giorno delle sue nozze. Nozze sfarzose e vuote, quelle di Angela con Bayardo di San Romàn. Di fronte a un tale insulto e a conoscenza del nome, i due fratelli di Angela, Pedro e Pablo, decidono di vendicare l’onore della sorella dichiarando a tutto il paese l’intenzione di uccidere Santiago.

“Lei indugiò appena il tempo necessario per pronunciare il nome. Lo cercò nelle tenebre, lo trovò a prima vista tra i tanti e tanti nomi confondibili di questo mondo e dell’altro, e lo lasciò inchiodato alla parete con la sua freccia precisa, come una farfalla senza più scampo la cui sentenza era scritta da sempre.
“Santiago Nasar” disse”.

Nonostante la notizia della morte annunciata si sia diffusa rapidamente nel piccolo villaggio di Manaure, Santiago incontrerà la morte in una calda e soleggiata mattina tropicale.
No, non è un’anticipazione! Tutti sono a conoscenza del finale della storia e persino il lettore lo sa, sin dal titolo. Se leggeste il libro, l'annuncio della sua morte lo troverete alle prime righe.

“Il giorno che l’avrebbero ucciso, Santiago Nasar si alzò alle 5 e 30 del mattino per andare ad aspettare il battello con cui arrivava il vescovo. ”

Nelle calde atmosfere che caratterizzano i villaggi sul mar dei Caraibi, un amico di Santiago decide di raccontare questa triste vicenda. È lui il narratore che ricostruisce gli avvenimenti in un ordine sparso, fornendo spesso molte informazioni in anticipo che non toglieranno nulla alla vostra curiosità.

Dal punto di vista strutturale, il romanzo è un vero e proprio labirinto. Partendo da una fabula semplice, Marquez riesce a creare una matassa narrativa, una matassa molto aggrovigliata.
La costruzione del romanzo è molto particolare e complessa e nonostante non segua un ordine cronologico e non abbia linee guida, è possibile ricostruire, fedelmente e cronologicamente, la giornata della morte di Santiago Nasar.

Di seguito, riporto alcuni degli avvenimenti del romanzo (fonte: Wikipedia):
  • circa le 2:00 Bayardo San Román riaccompagna la moglie Ángela Vicario a casa della madre, poche ore dopo il matrimonio, perché la ragazza non è più vergine.
  • ore 5:30 Santiago Nasar si sveglia.
  • ore 6:05 Santiago Nasar esce di casa; indossa pantaloni e camicia di lino.
  • ore 6:25 Carmen, la sorella del narratore, invita Santiago a fare colazione a casa propria perché la madre ha preparato le frittelle di yucca ripiene, delle quali è goloso.
  • Santiago Nasar rientra verso casa.
  • ore 6:45 Santiago Nasar entra nella casa della fidanzata Flora Miguel che lo respinge perchè qualcuno le ha già rivelato la “colpa” di Santiago.
  • circa le 7:00 Divina Flor è convinta di aver visto rientrare Santiago Nasar e lo dice alla padrona Plácida Linero, che vede avvicinarsi i fratelli Vicario con i coltelli in mano e chiude la porta in faccia al figlio, senza vederlo. Santiago Nasar viene ucciso dai fratelli Vicario.


La struttura di questo romanzo mi ha disorientata e innervosita, ma la curiosità è rimasta alta. Curiosità non tanto verso la conclusione del libro, già annunciata dal titolo, quanto verso una domanda fissa.
Santiago Nasar è innocente?
È questa la domanda che mi sono posta spesso. Perché se dovessimo realizzare un fermo immagine di questo romanzo ne emergerebbe Santiago, il singolo, contro la folla.
Nasar è solo e legato al suo destino mentre il resto del villaggio è a conoscenza di ciò che accadrà a breve. Nessuno osa dirgli le intenzioni dei due fratelli, nessuno si oppone a quella mentalità permeata dal falso perbenismo che copre il “segreto di Angela”.

Ho letto finora solo un'opera di Marquez, questo è il secondo romanzo, e non ci vuole molto a capire che queste novanta pagine di morte annunciata costituiscano un piccolo capolavoro.
Dal punto di vista stilistico narrativo non c'è nulla di paragonabile.
Dal punto di vista dei temi trattati, è forte la matrice sociale e la volontà di mettere a nudo la coscienza collettiva, la morale, l'omertà, le contraddizioni e le tradizioni di un intero popolo.
Niente è casuale.
Vi troverete persino alcuni degli elementi che caratterizzando il realismo magico dell’autore.
Sogni, superstizioni e credenze popolari accompagnano anche questo mio secondo Marquez conferendogli quel pizzico di fascino esotico che permette al lettore di viaggiare attraverso le culture.
Novanta pagine di intensità, di colori, profumi e sapori,pagine permeate di dinamicità su due fronti, la lentezza delle attività di Santiago Nasar nel suo ultimo giorno e la velocità delle chiacchiere del borgo.


“A differenza delle ragazze dell’epoca, che avevano trascurato il culto della morte, le quattro sorelle Vicario erano maestre nella scienza antica di vegliare gli infermi, confortare i moribondi e avvolgere i morti nel sudario. L’unica cosa che mia madre rimproverava loro era l’abitudine di pettinarsi prima di andare a letto. “Ragazze” diceva loro, “non pettinatevi di notte perché s’attardano i naviganti”.


In realtà, cronache di una morte annunciata è il risultato della cronaca, per l'appunto, che incontra la letteratura. Il romanzo diventa lo strumento sociale per raccontare un fatto di cronaca nera realmente accaduto e Marquez decide di scriverne molti anni dopo, quando di quei fatti rimane solo l'amaro in bocca.

“ 22 gennaio 1951 Mercedes Barcha Pardo, che García Márquez ha conosciuto a un ballo e che diventerà sua moglie, gli lascia uno scarno messaggio nella redazione di El Heraldo di Barranquilla, nella cui redazione lui lavora: il biglietto dice semplicemente Hanno ucciso Cayetano. Entrambi sanno che il riferimento è al loro comune amico Cayetano Gentile, 24 anni, giovane di origine italiana e di bell'aspetto che studiava medicina a Bogotá e abitava a Sucre, città dalla quale il padre farmacista di Mercedes è dovuto fuggire per il notevole incremento della criminalità. Autori dell'omicidio a colpi di coltello sono Victor Manuel e José Joaquín, due fratelli di Margarita Chica, maestrina della scuola di Chaparral. Grande amico d'adolescenza dell'autore, Cayetano era stato accusato dell'ex fidanzata Margarita, che aveva maturato verso di lui un forte risentimento, di essere responsabile della sua perdita della verginità prima delle nozze con Miguel Palencia. I fratelli attesero Cayetano in un bar di fronte a casa sua, ma quando il giovane vide José Joaquín correre verso di lui con un coltello sguainato, corse verso di casa; la madre, convinta che fosse già rientrato, sprangò la porta d'ingresso, e il giovane fu sbudellato nel patio della casa vicina. Al ricevimento della notizia, García Márquez avrebbe voluto recarsi a Sucre, ma dalla redazione bocciarono l'idea in quanto impulso sentimentale. Cominciò tuttavia a maturare nella mente dell'autore l'idea di scrivere un romanzo sulla fatalità e sulla responsabilità, a partire dalla morte di Cayetano Gentile. Quando sua madre venne a saperlo gli vietò di scriverne finché fosse stata in vita Julieta Cimento, la madre del giovane nonché madrina di battesimo di Hernando García Márquez, fratello di Gabriel.”

Tutti sanno, nessuno parla.
Tutti sanno, nessuno agisce.
Un omicidio viene pianificato, tutti lo sanno, tranne il diretto interessato. Nessuno alza un dito, nessuno dice una parola, nessuno si oppone; siamo al cospetto di un cieco destino o ad un episodio di volontà collettiva? Quanto siamo distanti oggi da queste dinamiche? Il tempo e lo spazio non sempre sono testimoni di salti di civiltà e di cronaca confermano. Parole taciute, azioni non compiute, luoghi sbagliati possono determinare il destino di un uomo.

Nell'opera, che coniuga bene brevità e intensità, paragonabile per questo a grandi romanzieri del passato, Marquez dipinge gran parte del suo mondo e del suo popolo fornendo a chi legge riflessioni e domande.
Alla fine, quando il pubblico pensa di aver compreso la causa di questa morte, l'autore riesce a far vacillare ogni certezza.
Quale mano ha ucciso veramente Santiago?
Cala la luce sul piccolo villaggio bagnato dal mar dei Caraibi, ed è subito nero.


A voi che lo leggerete, che conoscerete Santiago Nasar,
trattatelo come se Santiago fosse un vostro amico,
trattatelo con rispetto e con dolcezza,
perché al di là del giusto, dell’etica, della morale, dell’innocenza, dell’onore, dell’orgoglio, dell’amore, qui un uomo è stato ucciso.


Descrizione libro:
Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, "villaggio bruciato dal sale dei Caraibi", lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l'onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall'aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l'alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l'esecuzione. Basato su un fatto reale, Cronaca di una morte annunciata venne pubblicato nel 1981 (un anno prima del Nobel a García Márquez) e, pur nella brevità, rappresenta uno dei vertici della sua narrativa: un romanzo magistrale che sa fondere i toni della tragedia antica con il ritmo di una detective story in una grandiosa allegoria dell'assurdità della vita, l'apoteosi della fatalità.

GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ
Scrittore colombiano Premio Nobel per la Letteratura.
Come giornalista ha soggiornato in Francia, Messico e Spagna; in Italia è stato allievo del Centro sperimentale di cinematografia. Ha esordito con un breve romanzo, dove più evidente è l’influenza di Faulkner: Foglie morte, cui sono seguiti Nessuno scrive al colonnello i racconti raccolti ne I funerali della Mamá Grande, nei quali, soprattutto in quello che dà il titolo al volume, è già tratteggiato il mondo mitico e paradossale del narratore; La mala ora, altro romanzo, dove si narra una storia spietata di lettere anonime che coinvolge un intero paese...