lunedì 1 gennaio 2018

I miei quasi-buoni propositi (di lettura) 2018!

Nessun resoconto dell'anno, nessuna raccolta infinita di buoni propositi perchè a chi ha voglia di cambiare non serve aspettare un nuovo anno: basta scegliere il giorno dopo! Per questo, dopo aver superato a dura prova questo 2017, non me la sento di fare la somma delle gioie e delle delusioni del vecchio anno, ma corro a precipitarmi nel nuovo. 

Senza buoni propositi,
Con piccoli punti di riferimento 
per navigare a vista!

E faccio spazio a nuove persone, nuove esperienze e nuovi libri che spero possano rendere il 2018 migliore persino di ciò che spero! Delusioni, cuori spezzati, sorrisi finti, abbracci, baci, lacrime, metto tutto da parte e lascio spazio rendendomi conto che nella realtà non cambia mai nulla, che l'unica cosa che è cambiata e continua a cambiare... 

Sono io!


E dopo questo incisivo intro, ecco a voi i miei piccoli obiettivi letterari 2018. 
Leggerò meno, molto meno. 
Punto sulla qualità e 
confido nel conoscere personaggi e scrittori 
che mancano ma non possono mancare!






La casa degli spiriti- di Isabel Allende

Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. Un grande affresco che per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell'ambito della narrativa sudamericana, soltanto "Cent'anni di solitudine" di García Márquez.









Il buio oltre la siepe- di Harper Lee

In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un "negro" accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l'innocenza, ma l'uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.


Il dottor Zivago - di Boris Pasternak

Gli ideali di vita di Yuri Zivago, rivolti alla poesia e al servizio dell'umanità, trovano un forte ostacolo negli eventi che caratterizzano il passaggio dal regime zarista al bolscevismo. Laureatosi in medicina e sposata la cugina Tonya, nell'esercizio dell asua professione Yuri incontra Laram una giovana donna che, dopo una triste esperienza con un ambiguo ed influente uomo politico, Komarovsky, sposerà il fidanzato Pasha, un idealista ed ambizioso rivoluzionario. Nel corso della guerra Zivago ritrova Lara, divenuta infermiera, e a lei si lega con sincero affetto. Ormai la rivoluzione ha mutato molte cose: Pasha è divenuto un potentissimo membro del governo e l'attuarsi del nuovo regime ha creato delle situazioni insostenibili. Al suo ritorno a Mosca, Yuri trova in miseria la sua famiglia, prima benestante, e denutrito il figlioletto, che non lo riconosce e lo schiaffeggia. Con l'aiuto del fratellastro, ufficiale di polizia, ottiene il permesso di trasferirsi a Varykino negli Urali dove la famiglia della moglie ha, o meglio aveva, una residenza. Dopo un periodo di due anni trascorsi con i partigiani che lo prelevano a forza perché hanno bisogno di un medico, durante i quali perde ogni contatto con i suoi affetti, Yuri riesce a raggiungere Lara. Presso di lei trova una lettera con la quale la moglie lo informa che tutta la sua famiglia ha trovato rifugio in Francia. Yuri traferisce i suoi sentimenti in un libro di mirabili poesie, comunque malviste dal potere in quanto espressione di un individualismo considerato colpevole, e lo dedica a Lara. In seguito alla morte di Pasha, la vita di Lara e della figlia è in pericolo e Komarovsky riappare per avvisarli e aiutarli nella fuga. Yuri rifiuta ma Lara, che attende un figlio ma non lo ha ancora detto a Yuri, accetta. Anni dopo, Yuri che è gravemente malato di cuore, passando in tram in una via di Mosca, vede Lara che sta camminando e l'emozione gli è fatale. Al suo funerale, imprevidilmente, partecipano in tanti, tutti quelli che hanno tratto conforto nelle sue poesie diffuse clandestinamente.

I racconti di Pietroburgo - di Nikolaj Gogol' 

Nei racconti del ciclo pietroburghese la capitale (che all'ucraino Gogol appare come una città non russa, splendida facciata di un edificio ormai in rovina dove si conduce una vita vuota, esteriore, alienata) si fa al tempo stesso scenario grottesco e sinistro burattinaio di quella "vita vegetativa" verso la quale lo scrittore si sentì sempre attirato, in un duplice atteggiamento di compiacimento partecipe e di beffarda ironia.







Il grande Gatsby - di Francis Scott Fitzgerald

La vicenda principale è ambientata nel 1922 a West Egg, una località fittizia a Long Island: qui si è da poco stabilito il narratore Nick Carraway, un agente di borsa che vive in un modesto villino accanto alla villa sfarzosa di un personaggio eccentrico e misterioso, Jay Gatsby. Gatsby, tanto elegante quanto schivo, è solito tenere feste sfrenate e sfarzose a cui partecipa la società ricca benestante di Long Island e dell’agiata East Egg. Su Gatsby e sul suo oscuro passato circolano le voci più disparate: egli in realtà si chiama James Gatz, ed è nato in una famiglia di umili contadini del Nord Dakota. Scappato di casa sognando un futuro di benessere, James si fa assumere sullo yacht del ricco Dan Cody: James entra così nel mondo elegante e lussuoso dell’alta borghesia e cambia il suo nome in Jay Gatsby. Durante il servizio militare e poco prima della partenza per il fronte della Prima guerra mondiale, Jay conosce la bella ereditiera Daisy Fay Buchanan e se ne innamora follemente. I due si giurano fedeltà ma Daisy, partito il protagonista, si sposa con un ricco e famoso giocatore di polo, Tom Buchanan. Al suo ritorno dalla guerra, dopo un periodo trascorso ad Oxford, Gatsby torna a West Egg: il suo unico obiettivo è riconquistare la donna amata. Gatsby si arricchisce così col contrabbando illegale di alcolici 1 e acquista la gigantesca villa di fronte a quella dove Daisy e Tom sono soliti trascorrere i periodi di vacanza. Il suo obiettivo è impressionare Daisy facendo sfoggio del suo stile di vita e delle sue ricchezza.


Anna Karenina- di Lev Tolstoj 

Dopo l'imponente affresco storico di Guerra e pace - «libro sul passato», per definizione dello stesso autore - Lev Tolstoj si dedica finalmente alla Russia a lui coeva e a un «romanzo di vita contemporanea». Anna Karenina, appunto. Dodici sono le redazioni attraverso le quali lo scrittore trasforma la sfrontata, eccessiva Tat'jana (che muore affogata, ma con un'annotazione a margine: treno?) nella sensuale ma ancora rozza Nanà e - finalmente, dalla quarta variante - in Anna Arkad'evna Karenina, cesellandone via via quella disperata profondità emotiva che fece scrivere a Sergej Dovlatov: «La peggiore sciagura della mia vita? La morte di Anna Karenina». Il successo di pubblico fu subito straordinario. I lettori attesero con trepidazione le sette parti che la rivista «Russkij vestnik» («Il messaggero russo») pubblicò dal 1875 al 1877 (l'ottava, politicamente sdrucciola, Tolstoj dovette farla uscire a proprie spese), cosí come l'agognato volume nel 1878. Accolto dalla critica come un «romanzo frivolo dell'alta società» e annunciato nel 1885 in traduzione italiana dalla «Gazzetta di Torino» con la certezza che avrebbe suscitato «profonda, incancellabile impressione sull'animo dei lettori e specialmente su quello delle lettrici », nel corso dei decenni la scelta di Anna Karenina, la sua sfida al beau monde e il suo drammatico suicidio preparato dalla meschinità, dal decoro, dall'ordito di convenzioni ben inamidate, sono stati oggetto di interpretazioni di ogni sorta. Mai tuttavia venne messa in dubbio l'esaltante modernità dell'opera. Una modernità ancora vitale, se un sondaggio di «TIME» la colloca - nel 2007 - al primo posto fra i dieci romanzi imprescindibili di tutti i tempi e di tutte le letterature. E che lo leggiate di nascosto sotto le coperte come Daniel Pennac, che ci colmiate le ore d'insonnia tanto quanto la protagonista di Sonno di Murakami Haruki o che scegliate di chiamare Karenin il vostro cane come Tomás e Tereza de L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, quella meravigliosa «porcheria » che è Anna Karenina (cosí la definí, a pochi anni dalla pubblicazione, un Tolstoj già in cerca di altre vie) non potrà che celebrare, per l'ennesima volta, il suo incanto.

L'idiota - di Fedor Michajlovic Dostoevskij

L’Idiota è un romanzo di Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1880) dall’autore russo tra Svizzera e Italia durante l’esilio per debiti e pubblicato a puntate sul «Messaggero Russo» («Russkij vestnik») nel 1868 per poi uscire in volume l’anno successivo. L’intento di Dostoevskij è quello di raccontare le vicende esistenziali di un uomo completamente buono, il principe Myškin, che si trova coinvolto nelle torbide vicende di un gruppo di personaggi tra Mosca e San Pietroburgo. La figura di Myškin è ispirata a quella di Gesù Cristo e in particolare al quadro del pittore Hans Holbein il Giovane (1497/1498-1543) Corpo di Cristo morto nella tomba, che viene citato esplicitamente nel romanzo.
Insieme con Delitto e castigo (1866), I demoni (1873) e I fratelli Karamazov (1880), L’idiota è considerato uno dei grandi romanzi dostoevskiani, in cui compaiono alcuni dei tempi ricorrenti dello scrittore: la spasmodica ricerca di una Verità superiore, la profonda visione cristiana della vita, la colpa e la possibilità della redenzione individuali.



Vorrei anche leggere 
Silone, Pavese, Marquez, Carla Maria Russo
e anche un bel romanzo storico, 
ma questi sono solo i punti fermi di mantenere
......
per il resto navigheremo a vista!


Buon 2018!