domenica 31 dicembre 2017

"Le notti al Santa Caterina" di Sarah Dunant


Sarah Dunant è una garanzia di qualità! I suoi romanzi storici consentono di compiere dei veri e propri viaggi nel tempo. Il rinascimento italiano è l'ambientazione dei suoi romanzi e questo che sto per presentarvi  vi porterà nella Ferrara del '500.

AUTORE: Sarah Dunant
GENERE: Romanzo Storico
EDITORE: Neri Pozza
PAGINE: 448
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Trama:
È il 1570 e il buio sta calando sul Santa Caterina a Ferrara, uno dei conventi più rinomati della città che, con le elargizioni di ricche e nobili famiglie e i frutti del vasto podere ritagliato all'interno delle sue mura, provvede al sostentamento di un elevato numero di suore, otto o nove postulanti, alcune convittrici e venticinque converse.
Come ogni sera, la sorella guardiana fa il giro dei corridoi misurando lo scorrere del tempo fino a mattutino, due ore dopo la mezzanotte.
È una sera particolarmente agitata questa. I singhiozzi della novizia appena arrivata si odono per tutto il convento. È stata ribattezzata Serafina e avrà quindici o sedici anni. Appartiene a un'illustre famiglia milanese. Per dimostrare il proprio attaccamento alla città di Ferrara, con la quale intrattiene affari lucrosi, il padre ha deciso, come recita la sua nobile missiva, di donare all'insigne monastero la sua figlia «illibata, nutrita dall'amor di Dio e con una voce da usignolo». In realtà, ha ubbidito a un comportamento diventato legge nell'Europa della seconda metà del sedicesimo secolo, in cui le doti si sono fatte così dispendiose da costringere l'aristocrazia a maritare una sola figlia e a spedire le altre in convento. La giovane, avvenente Serafina fa parte appunto di quella metà delle nobildonne milanesi costrette a prendere i voti, non necessariamente di buon grado.
Mentre la novizia strepita nella sua cella, in un'altra stanza suor Benedicta sta componendo il graduale per l'Epifania. Le melodie nella sua testa sono così prepotenti che non può evitare di cantarle ad alta voce. Nessuno, però, la sgriderà all'indomani, poiché le sue composizioni fanno onore al convento e attirano i benefattori.
In una cella non lontana suor Perseveranza è asservita, invece, alla musica della sofferenza. Sta stringendo con forza una cintura irta di chiodi che si spingono a fondo nella carne. Le sue grida, in cui la sofferenza si mescola col godimento, si confondono con i singhiozzi di Serafina.
Nella stanza sopra l'infermeria, infine, suor Zuana, la monaca speziale, prega a modo suo, scrutando le pagine del grande libro delle erbe di Brunfels. Figlia unica di un cultore dell'arte medica, è lei che accoglie le fanciulle che entrano in convento. È lei che si recherà tra breve nella cella di Serafina per somministrarle uno dei suoi miracolosi intrugli e calmarla. Tra le due giovani donne si stabilirà un rapporto speciale che non impedirà, tuttavia, che lo scompiglio, generato dall'arrivo di Serafina, si diffonda per tutto il convento come un fuoco che minaccia di inghiottirlo.






Recensione:

Un monastero.
Potrebbe essere sintetizzato così il romanzo di Sarah Dunant di cui sto per parlarvi. 
Solo un monastero? In realtà basta solo questo a un abile romanziere per creare un mondo!

Il  Santa Caterina, monastero nel quale sono ambientate le vicende, non è mai esistito ed è la stessa autrice a precisarlo nella post-fazione. Eppure, la Dunant riesce a ricreare uno spaccato accurato e preciso, denso di ogni particolare della vita monacale dell'epoca. Ogni elemento si incastra, ogni cosa diventa essenziale e mai superflua. Merito della ricerca, l'estenuante rincorsa al particolare e al dettaglio. Dalla badessa alla monaca speziale, dalle novizie alle consorelle più anziane, tutto ha una rappresentazione coerente con la storia. 

E' il 1570 quando le porte del Santa Caterina si aprono per accogliere Isabetta. 
E' la seconda figlia di una nobile famiglia costretta alla vita monastica da una società per cui due donne in famiglia non sono che un prezzo troppo alto per una dote da pagare. 
Tante Isabetta sono all'interno del convento e nei monasteri d'Italia e, probabilmente anche dell'Europa del periodo. Non tutte hanno la stessa motivazione per questa "scelta di vita",  alcune non hanno un gradevole aspetto, altre sono troppo povere, altre troppo intelligenti.

E così le porte dei monasteri si chiudono dietro di loro, segnando il confine con il mondo esterno.
Inizialmente la giovane tenta di ribellarsi, di fuggire. In un secondo momento sembra voler rinunciare a questo obiettivo. Infine, cambia nuovamente idea.
Riuscirà Isabetta, detta Serafina all'interno del monastero, a raggiungere il suo amato Jacopo?
Lui la attende ogni notte e canta per lei vicino alle mura del convento per farle capire che il suo sentimento non è mutato, che la attenderà, per darle certezza della sua presenza.

Ma una notte è più buia delle altre, non c'è la voce di Jacopo, nè la luna. Cosa sarà mai accaduto?
Questo Serafina lo scoprirà quando sarà forse troppo tardi?
Riuscirà a salvare se stessa da una vita che non riesce ad amare?

Non voglio svelarvi qualcosa che rovinerebbe la vostra lettura. 
E' emozionante seguire Serafina nelle sue avventure, con la sua scaltrezza e la sua astuzia.
E' intelligente Serafina, estremamente furba e sarà impossibile non immedesimarvi in lei e lottare insieme a lei per la vita che da sola avrebbe scelto. Femminismo. La Dunant mette sempre in gioco delle "eroine", dei personaggi femminili audaci, forti. Non senza debolezze, ma che non si lasciano intimidire.  

Con lo stile che contraddistingue la scrittrice inglese e che personalmente amo, viene ripercorso uno spaccato storico davvero interessante. Il Concilio di Trento è alle porte e si concluderà con delle decisioni che influiranno in modo preponderante sulla regolazione e l'organizzazione dei monasteri privandoli di molte libertà delle quali essi avevano goduto. E' l'epoca della Controriforma cattolica, il periodo dopo Lutero. 

Il monastero sarà ancora un centro di vita pulsante, un mezzo per veicolare cultura, arte , musica, scrittura? Le musiche diventano più austere, le rappresentazioni religiose potrebbero essere sospese, le comunicazioni con il mondo esterno, con le famiglie, interrotte. 

E' in questo scenario che Serafina diventa una pedina tra le suore del convento. 
Ma, tra giochi di potere e vecchie rivalità, riesce ad emergere nella personalità che la contraddistingue sin dal principio. 

E le porte si chiudono al Santa Caterina, lasciando vivere tra le pagine un mondo oggi scomparso.