martedì 24 ottobre 2017

Il sigillo degli Acquaviva- O.Albanese. Blogtour "Analisi dei personaggi"

Cari lettori, benvenuti alla terza tappa del blogtour dedicato al romanzo "Il sigillo degli Acquaviva" di Ornella Albanese, pubblicato da Leone editore. 
Oggi scopriremo insieme i volti dei personaggi che si celano dietro le righe di questa bellissima ed emozionante storia tra epoche passate, avventure e sentimenti senza tempo.


Il sigillo degli Acquaviva è un libro popolato da molti personaggi, un mondo di righe in cui uomini realmente esistiti si inseriscono in un tessuto storico ben delineato e preciso affiancando personaggi di fantasia in totale armonia e mai attraverso bruschi strappi. E’ questa l’abilità di Ornella Albanese, quella di creare un romanzo in cui moltissimi fili si intrecciano senza perdere la propria unicità. Ogni personaggio, infatti, è descritto in modo preciso e non ha contorni sbiaditi.
Personaggi ben delineati, dai volti nitidi e dalle personalità che sembrano emergere con grande forza dalle righe. Il lettore segue le loro vicende, le loro vite senza perderli di vista, senza confondersi o non riconoscere un personaggio in modo unico all’interno della narrazione.
E’ così che il lettore fa la conoscenza di Sara, Yusuf, Oberto degli Acquaviva, Sibilia e Costantino, Tiberius e Agnesia e di personaggi realmente esistiti come Salah al-Din-al-Ayyuv, il vescovo Gionata e Nicola di Otranto.


Vorrei fare un brevissimo accenno a due personaggi storici del romanzo:

 Salah al-Din-al-Ayyuv (Saladino) fu un sovrano e condottiero curdo, sultano d'Egitto, Siria, Yemen e Hijaz, dal 1174 alla sua morte. Fondò la dinastia degli Ayyubidi ed è annoverato tra i più grandi strateghi di tutti i tempi. Saladino rappresentò l'opposizione musulmana alle crociate europee nel Levante. Al culmine del suo potere, il suo sultanato incluse Egitto, Siria, Mesopotamia, Hijaz, Yemen e altre parti del Nordafrica. Sotto la sua guida personale, l'esercito ayyubide sconfisse i crociati nella decisiva battaglia di Ḥattīn nel 1187, aprendo la strada alla riconquista musulmana della Palestina dai crociati, che vi si erano insediati 88 anni prima. Anche se il Regno di Gerusalemme, come regno crociato, avrebbe continuato ad esistere per un periodo più lungo, la sconfitta subita ad Ḥattīn segnò una svolta nel suo conflitto con i poteri musulmani della regione. Saladino divenne una figura di spicco nella cultura musulmana, araba, turca e curda.

 Nicola da Otranto fu un monaco basiliano che viene ricordato come fondatore della scuola di poesia di Otranto, i cui esponenti più importanti, oltre a lui, furono Giovanni Grasso, che sottoscrisse inoltre il testamento di Federico II il 10 dicembre 1250, Giorgio di Gallipoli e Nicola di Giovanni da Otranto. La scuola di Otranto ha la particolarità di aver prodotto poesie in greco, che rientrano nell’evoluzione della cultura bizantina del tempo, rispecchiandone gli schemi. I suoi poeti infatti furono principalmente al servizio di Federico II, di cui seguirono la politica culturale. Questo è uno dei motivi per la scuola risentì dell’influsso di Bisanzio, il cui imperatore era amico di Federico. Di Nicola si hanno poesie scritte in metrica quantitativa e accentuativa. Pur partecipando a una cultura di lingua greca, Nicola rappresentò una specificità locale della Puglia. Tuttavia, le sue 25 poesie, pur essendo scritte in un contesto italiano, riflettono la centralità della cultura letteraria bizantina.




Se avessi la possibilità di presentare a voi i personaggi di fantasia che sono rimasti indelebili dopo la mia lettura del romanzo, inizierei da Sara dei Sassi.
Sara è uno di quei personaggi femminili di cui amo leggere, quelle donne che hanno sempre lottato per affermare il proprio essere in un mondo di mentalità prevalentemente maschilista. E’ una di quelle donne che non si arrendono, non abbassa la testa e non rinuncia al proprio volere per compiacere quello di un altro, soprattutto se uomo.
Siamo nel 1165 e chiunque abbia un minimo di conoscenza sul periodo storico può facilmente intuire come una donna dell’epoca avrebbe dovuto essere sottomessa alla famiglia, alle decisioni di un padre e ai doveri che una società impone a chi, come lei, non deve pensare ma obbedire.
Sara tutto questo non lo sa fare e il castello degli Acquaviva non è il mondo limpido e onesto nel quale vorrebbe vivere. Per il palazzo intrighi, ambizione, spregiudicatezza si inseguono e si mescolano in modo talvolta indissolubile.







Qui entra in scena il secondo personaggio di cui voglio parlarvi, Yusuf Hanifa. Yusuf è il protagonista
maschile del romanzo e la sua presenza nel romanzo è fondamentale per contrapporsi e affiancarsi a un personaggio dallo spessore e dalla vivacità di Sara. Hanifa è un solitario, non permette a nessuno di avvicinarsi al suo cuore. E’ un guerriero saraceno, è un uomo dal carattere indomito, orgoglioso e testardo. Leale, coraggioso, spietato, crudele, spietato in battaglia.
Il saraceno, oltre alla forza, mostra anche le sue debolezze, ne fa un punto di forza, non rinuncia a lottare nonostante la sua vita in alcuni momenti sembri vacillare, quando tutto ciò in cui crede sembra svanire nel nulla. Dalle vicende relative a Yusuf emerge una persona dalla grande umanità, deciso, seppur messo a dura prova da un passato oscuro, a ritrovare una buona stella sotto la quale orientare la propria vita. E, perché no, alla ricerca dell’amore.
Curiosità su Yusuf Hanifa: questo personaggio si trova anche in due precedenti romanzi autoconclusivi dell’autrice: L’anello di ferro e L’oscuro mosaico. 



Tra i personaggi minori, emerge Rainaldo il folle con la sua ambiguità, il suo agire senza scrupoli, quasi machiavellico, personaggio che riserva delle sorprese sfidando le apparenze. Si ricorda anche Zefiro, il giullare dall’aspetto grottesco e dal cuore buono, in lui si contrappone l’allegria e l’amarezza, si fondono gli opposti e definiscono un personaggio davvero singolare.

Si, lo so, starete immaginando Yusuf e Sara?
E’ quasi impossibile che l’uno non subisca il fascino dell’altra. Difficile accostare due personaggi così turbolenti, ma necessario per conferire loro il giusto equilibrio.
Con due personaggi così, qualsiasi storia avrebbe rischiato di finire sul fondo e perdere importanza. Invece non accade e la storia si snoda parallela accanto a Sara e Yusuf che vivono dei sentimenti intensi dall’odio all’amore. Non vi anticipo nulla di più, ma vi invito a leggere questo romanzo per scoprirlo. Perché è praticamente impossibile non subire il fascino di Yusuf e immaginarsi nei panni di Sara. Perché il sigillo degli Acquaviva è un libro vivo, non solo per la storia o i luoghi narrati, ma soprattutto per come i personaggi riescono ad emergere dalle pagine vividi e nitidi. Perché una storia che narra di un guerriero saraceno che insegue il suo passato e la sua donna non può che essere una bellissima storia d’amore e di mistero!