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Intervista a Francesca Noto


Oggi conosciamo insieme una scrittrice emergente, il suo romanzo d’esordio è stato pubblicato a marzo 2016 da Astro Edizioni.
Cara Francesca, benvenuta nel nostro blog!
Per rompere il ghiaccio inizierei con una domanda molto semplice: qual è il primo libro che hai letto? 

Il primissimo? La collina dei conigli (Watership Down) di Richard Adams. Avevo sette anni, e mi appassionò in modo incredibile.

Come nasce la tua passione per la scrittura? 
È venuta naturale, procedendo a braccetto con la mia passione per la lettura. Da piccola, quando non riuscivo a dormire, mia madre mi diceva: “Prova a pensare a una bella storia”. Mi raccontavo delle storie la notte, prima di addormentarmi. Poi quelle storie ho cominciato a scriverle, perché non volevo dimenticarle. E così è cominciato tutto...

C’è un autore a cui guardi come riferimento dal punto di vista stilistico?
William Gibson e Banana Yoshimoto. Ma ultimamente, sono affascinata dalla prosa poetica e malinconica di Poppy Z. Brite, che sto traducendo per Independent Legions Publishing.

Come è nata l’idea del tuo romanzo? A cosa ti sei ispirata nello scriverlo?
L’idea è nata da un viaggio in Florida, nel lontano 1999. Le atmosfere di quel viaggio mi sono rimaste dentro, e da lì ha iniziato a prendere forma un’idea. Mi sono ispirata alle emozioni che avevo provato, alla me stessa che ero al tempo e che si rispecchia notevolmente nella protagonista della storia. E poi alla mitologia norrena, che è sempre stata una delle mie passioni.

Parlaci del tuo libro…
È cominciato più che altro come una sfida con me stessa. Avevo un’idea di base da sviluppare e non sapevo dove mi avrebbe condotta. Alla fine, è diventata una storia che si potrebbe definire un urban fantasy fuori dagli schemi, con una forte componente romantica. Una giovane donna che cerca il suo posto nel mondo e lotta contro una parte di sé che non sa come gestire o controllare, un ragazzo senza passato e dal futuro incerto, un incontro che non sembra casuale, un’antica profezia in cui si trovano coinvolti a loro insaputa... E Ragnarök che incombe. Il resto non posso raccontarvelo... come direbbe il Dr. Who... Spoiler!

Indica e descrivi in tre aggettivi uno dei protagonisti principali del tuo libro 
Se dovessi definire Sven, protagonista de “Il segno della tempesta”, direi sensibile, determinato e dotato di una profonda umanità, pur nelle sue potenzialità che vanno al di là del semplice umano.

C’è qualche curiosità o qualche citazione che vuoi condividere con i lettori di emozioni tra le righe?
Vi lascio con un piccolo estratto che spero possa... emozionarvi!
«Lo ricordi, vero?», incalzò in quel momento Julma, facendo un passo avanti. I suoi occhi erano abissi di un’oscurità insondabile. La forza della sua mente continuava a inchiodarlo sul posto, prospettandogli possibilità inattese. «Ti hanno temuto, scacciato. Ucciso. Gli uomini hanno paura di chi è diverso, di chi è potente. Hanno avuto paura perfino dei tuoi miracoli». Un altro passo. Le sue mani sembravano scintillare come d’acciaio cromato. «Eri tu. Sei sempre stato tu, in mille vite prima di queste, il rinnegato che hanno colpito con sassi e bastoni, il martire bruciato sul rogo. Valoisa, colui che porta la luce. Ma non la vogliono, la tua luce, non nel modo in cui hai sempre pensato. È questa l’umanità che vuoi proteggere? È questa la gente che merita il tuo perdono?».
La pressione si fece insopportabile. Sven rialzò lo sguardo in quello vorticante di oscurità dell’altro. Arricciò le labbra, scoprendo i denti serrati in una smorfia selvatica. «Ci sei sempre stato tu, dietro alle loro paure», dichiarò, la voce così bassa e profonda da sembrare essa stessa il brontolio cupo del tuono.
E quella voce si levò in un ruggito: «Ci sono sempre stato io, a vegliare sui loro incubi».



Grazie per essere stata con noi e un augurio per la tua carriera!
Grazie a voi della piacevolissima ospitalità! 



Note biografiche autrice

Francesca Noto, classe 1977, nata e cresciuta a Roma, città dove tutt’ora vive con il marito e le due figlie, si è laureata a 22 anni in lettere antiche con indirizzo archeologico, ma subito dopo ha abbandonato le sue velleità da Lara Croft per diventare giornalista e traduttrice di romanzi e riviste. Appassionata di heroic fantasy, scherma medievale, equitazione, giochi di ruolo e videogiochi fin da bambina, è stata caporedattrice del magazine Pokémon Mania nonché docente di game design allo IED di Roma. Il suo lavoro e i suoi interessi l’hanno spesso condotta all’estero, in particolare negli Stati Uniti, paese a cui è molto legata. Il segno della tempesta, concepito nel periodo dell’università, abbandonato e ripreso più volte e poi concluso in tempi più recenti, è il suo romanzo d’esordio.