martedì 27 settembre 2016

Intervista all'autore Alessio Fabbri a cura Ilaria Cutrì

Oggi sul nostro blog siamo lieti di ospitare una nuova penna della letteratura italiana, Alessio Fabbri, autore del romanzo “Il canto degli inquieti spiriti” pubblicato con goWare lo scorso 2 settembre. 

Alessio, benvenuto nel nostro piccolo blog letterario! Raccontaci come nasce la tua passione per la scrittura e la storia, in particolare per il Novecento.
Si tratta di una passione innata, che ho poi sviluppato sempre più grazie ai miei studi. Ho sempre avvertito una sorta di fascino per il periodo che va dalla fine dell’Ottocento sino agli anni ’30 del Novecento. È un periodo di grandi cambiamenti, in cui si stabiliscono i parametri di quella che oggi è la nostra società. Per quanto riguarda la scrittura, non appena ho finito i miei studi ho sentito il bisogno concreto di continuare a radunare idee, formare teorie, argomentare; la narrativa mi ha dato la possibilità di esplorare nuove intuizioni, di creare personaggi e di comprendere contesti storici attraverso la complessità che un personaggio richiede all’interno di un’opera di fiction.


Da lettore, quali sono i libri che hanno segnato le tappe più importanti della tua vita?
In uno dei primi corsi universitari che seguii, “Il grande Gatsby” aveva un ruolo centrale. Era uno dei libri da studiare, e perciò oltre a leggerlo con piacere me ne appassionai ed iniziai a conoscere meglio il periodo di ambientazione (i primi anni ’20) e la scrittura di Francis Scott Fitzgerald. Credo che i miei studi vadano di pari passo con i miei periodi di scoperta della letteratura, perché è con lo studio del Modernismo letterario che mi sono appassionato a Virginia Woolf e al flusso di coscienza. Devo dire che la sua raccolta di storie brevi mi ha colpito molto.


Se avessi la possibilità di trascorrere un’ora insieme ad un personaggio storico o un letterato del passato, chi vorresti incontrare?
Credo di poter dire Virginia Woolf. Oltre a leggere le sue opere, ho studiato ed approfondito la sua storia personale e tutto ciò che ha influenzato questa grande autrice, che è quasi la personificazione di un’epoca. L’ho sempre percepita in questa chiave. Il suo stile è una lente d’ingrandimento su un momento specifico, e questo si espande nei suoi dettagli e spiega tutto il suo contesto senza perdersi necessariamente in un filo logico.

Scrivere romanzi storici non è semplice: bisogna essere accuratamente documentati sui fatti ed è necessario avere la giusta passione per narrarli. Quanto e come articoli la fase di ricerca, quali documenti hai consultato per scrivere il tuo libro?
Confermo, non è affatto facile! Mi sono trovato spesso a cercare informazioni storiche che potessero coincidere con la trama che avevo in mente, e a volte alcuni risvolti non sono stati possibili proprio per “ragioni storiche”. Personalmente l’idea di base nasce prima di ogni riscontro storico, riferendomi a ciò che già conosco del periodo storico d’ambientazione. I dettagli, invece, richiedono le verifiche storiche che poi vanno applicate in misura minore sul testo, e questo  è essenziale per creare una trama veritiera ed attinente ai fatti storici. Per questo romanzo ho cercato fra i vecchi libri di storia ed ho poi approfondito alcuni dettagli (specie sul fronte del Carso) con ricerche in rete.


Ho avuto modo di leggere alcune pagine del tuo libro disponibili direttamente dalla tua pagina autore su Facebook e vorrei farti una domanda precisa: in che modo lo scrittore Dino Campana ha influenzato il tuo stile narrativo?
Dino Campana ha uno stile linguistico molto ricercato. Le parole che usa sono molto evocative, ricercate, ed echeggiano di storia. Campana ha influenzato il mio stile nella sua forma e nella formulazione della narrativa, che può risultare quindi molto poetica per il lettore. Allo stesso modo ho dotato ogni capitolo di un paio di versi poetici che anticipano la lettura e che hanno il compito di stabilire l’atmosfera giusta. Il titolo del romanzo è, fra l’altro, una commistione di elementi tratti dal poema di Campana “Il canto della tenebra”.

Parlaci del tuo libro…
“Il canto degli inquieti spiriti” non è solo un romanzo sulla Prima guerra mondiale. Penso che il messaggio primario di questo romanzo sia quello di mostrare come siamo tutti suscettibili al nostro vissuto, a come finiamo per agire secondo impulsi che ci condizionano e che si nascondono nella nostra identità. Un esempio può essere il comportamento di Bonforte al fronte: lì prenderà una decisione molto simile a quella adottata nel suo contesto famigliare molti anni prima. Egli è una buona persona, e forse per via della sua bontà si trova vittima degli eventi e di chi vuole sopraffarlo (incluse le visioni che ha ereditato dall’esperienza alla guerra). La storia d’amore con Michela Maestri precede la chiamata alle armi, e questo complica tutto.

Se ti va, puoi condividere con noi qualche curiosità o qualche anteprima con i lettori di Emozioni tra le righe…
Volentieri. In questo romanzo ci sono molti elementi d’influenza reale. Per esempio, la descrizione dell’abbazia che appare nel capitolo XIII del romanzo è liberamente ispirata ad un luogo che realmente esiste: l’abbazia di Badia della Valle, un complesso monastico che si trova nella Valle Acerreta (nei dintorni di Marradi, provincia di Firenze) e che fu fondato nel 1053 da San Pier Damiani. 

NOTE BIOGRAFICHE E EMAIL PER POTERTI CONTATTARE 
Alessio Fabbri è nato a Lugo di Romagna nel 1981. È laureato in Lingue e Letterature Straniere e svolge la professione di insegnante di Lingua Inglese. “Il canto degli inquieti spiriti” (goWare, 2016) segue il suo romanzo d’esordio “La magiara” (Sillabe di sale, 2015), il romanzo breve dedicato al suo bisnonno “Ciò che resta del silenzio” (Youcanprint, 2016) e le raccolte di storie brevi “Gli elementi dell’essere” e “Continuum” (Amazon, 2015).


SINOSSI UFFICIALE
1918. La vita di Alessandro Bonforte è a un bivio: la guerra sembra essere ormai un ricordo e l'uomo ha la possibilità di cominciare una nuova vita. Ma è veramente tutto come sembra? Si trova alla stazione di Milano, lì avrà inizio il suo viaggio. Qual è la sua destinazione? 
Lentamente i ricordi e le visioni prendono il sopravvento, modificando la percezione della sua oggettività e dimostrando che, forse, le cicatrici dell'esperienza al fronte non sono affatto sanate. Ciò che è rimasto incompiuto nel giovane, per la chiamata alle armi, ora pretende di essere ascoltato, e lo fa con una frotta di spiriti inquieti, tormenti ed emozioni, l'amarezza di un sogno d'amore incompiuto e i rimorsi di ciò che è accaduto durante la guerra. Ma qual è la realtà?


Per ogni contatto: www.alessiofabbri.it