giovedì 21 luglio 2016

Recensione “Vite in sospeso” di Elle, a cura di Paola Garbarino


Vite in sospeso: How to disappear completely, vol. 2 di [Elle]
“Vite in sospeso” è il secondo volume della trilogia How to disappear completely, iniziata con “Vite di passaggio” (Febbraio 2016) e che si concluderà prossimamente con l’uscita di “Vite nascoste”. 

La nostra lettrice Paola Garbarino lo ha letto e quella che segue è la sua recensione del libro.



"Il primo romanzo, “Vite di passaggio”, mi aveva colpita come un treno in corsa, per la maestria con cui l’autrice era riuscita a raccontare, con un tocco leggero ma potente, una storia forte, d’amore, di morte, di redenzione. Il libro terminava con uno dei personaggi secondari che ci parlava di sé, facendoci capire che nel romanzo successivo la storia raccontata sarebbe stata la sua. Ho avuto il privilegio di leggere questo secondo libro in anteprima, perché ho contattato l’autrice, ho guadagnato la sua fiducia e sono appunto riuscita a farmi eleggere lettrice di prova (alfa o beta che sia!). Anche “Vite in sospeso” mi ha coinvolta, seppur in modo leggermente diverso perché la storia è meno cupa e dolorosa della prima, nonostante anche questi protagonisti abbiano delle zone d’ombra nelle proprie vite. Ma, mentre nel primo, entrambi erano segnati da un’immane tragedia, in questo il personaggio di Noemi è più solare, più ottimista e non ha bisogno di essere salvata, non più, si è salvata da sola e anzi sarà lei ad aiutare Paolo a salvarsi da sé stesso e dai suoi problemi, ribadendo il concetto, mai banale, che l’Amore sia in grado di curare qualunque ferita.
Personalmente mi piacciono svariati generi letterari, soprattutto il Fantasy in tutte le sue forme, la Fantascienza e il Romance. Ma in generale, a qualunque genere appartengano, amo le storie che si fanno ricordare. Ne ho lette a dozzine piacevoli, ma che dopo poche settimane già non riuscivo a ricordare i nomi dei protagonisti; le apprezzo, ti fanno sorridere, trascorrere una giornata, risollevare il morale. Ma non sono indimenticabili, non ti entrano dentro in alcun modo, sfiorano soltanto la tua superficie; invece una storia come questa penetra a forza, in certi punti quasi di soppiatto, in altri come una coltellata, ma entra e resta intrappolata lì, si sedimenta, diventa un mattoncino che si aggiunge alla tua anima; e ti ritrovi a pensare a quei personaggi e a chiederti cosa stiano facendo adesso, perché hai imparato a conoscerli o perlomeno ad amarli come se fossero reali, come se fossero amici tuoi; o desiderando che lo diventino davvero.
Molto apprezzabile anche il fatto che, seppur di riflesso, ritroviamo i protagonisti del libro precedente e gli altri comprimari, la cui presenza arricchisce la trama. Personalmente ho adorato la parte secondaria di Ozzy, amico e coinquilino dei due protagonisti, con la sua storia di omosessuale alle spalle e mi piacerebbe poter leggere un romanzo solo su di lui.
La scrittura è scorrevole, il ritmo è ben cadenzato e incita il lettore a continuare. Non negherò di essermi particolarmente commossa in due punti: la maratona di corsa che Noemi decide di affrontare l’ho vissuta non tanto come qualcosa di reale, ma anche di altamente simbolico, come lo scoglio che vogliamo superare e mentre ci accingiamo a farlo scopriamo di non essere soli, che siamo supportati, che quella persona speciale ci ha compresi. L’altra scena è ambientata in un cimitero e anche questa è fortemente simbolica, è il lasciarsi dietro le spalle il dolore, anche se sappiamo che la cicatrice ci resterà addosso.
Per quanto la vita possa essere dolorosa, con le sue tragedie grandi e piccole, questo romanzo, questo piccolo gioiello intriso di speranza, ci dimostra che, oltre al ruolo del Destino, su cui abbiamo poco gioco, è importante quello della nostra volontà, che ci spinge a migliorarci, a vincere le nostre debolezze, sino a saper superare quelli che avevamo sempre creduto dei limiti.
Consigliatissimo per gli animi romantici, per quelli tormentati, per tutti coloro che hanno bisogno di sperare e per quelli che credono che l’Amore ci possa capitare quando e dove meno ce l’aspettiamo."


Informazioni sul libro:

Dove il tragico evento che ha coinvolto le sue amiche Sara e Monica, le giornate di Paolo procedono in totale apatia e distacco, sullo sfondo di una piovosa Torino. La svolta arriva con Noemi, la nuova affittuaria della camera lasciata vuota da Sara dopo la sua partenza per l’Austria. Svampita runner affetta da diabete mellito di tipo uno, Noemi è dotata di una determinazione senza pari e che poco si concilia con l’inconscio bisogno di Paolo di “salvare” tutte le donne in difficoltà.
Dopo “Vite di Passaggio”, un nuovo romanzo sul senso di colpa e sulla redenzione, un invito a cogliere l’attimo per non sprecare neanche un secondo della proprio esistenza, perché “La vita non è un accumulo di tempo, è l’intensità dei nostri respiri.”


Informazioni sull'autrice:

Elle è nata a Cuneo nel 1981 e attualmente vive in una piccola città vicino a Torino. Laureata al Dams, di giorno si occupa di formazione aziendale, mentre la sera si dedica completamente alla scrittura. Conduce una vita semplice e tranquilla, continuando a sognare in grande. Vite in sospeso è il suo secondo romanzo.

Intervista a Sabrina Biancu, autrice del libro "Il mondo dell'altrove".

Benvenuta a Sabrina Biancu,
oggi ospite del blog Emozioni tra le righe
 per parlarci di sé e del suo libro “Il mondo dell’altrove”.
Grazie mille per quest’intervista.
       
1)   Parlaci un po' di te, da dove ha inizio la tua passione per la scrittura?
Il mio amore per la scrittura nasce fin da bambina, quando mia zia mi regalava libri di favole e classici, tra i quali Pinocchio; mi rifugiavo nella fantasia e inventavo storie con mondi incantati durante le scuole elementari, perché mi sentivo sola.
La mia passione per qualche anno si è assopita e si è risvegliata alle scuole superiori con la poesia e i racconti che usavo per partecipare ai concorsi letterari.
Dopo gli studi mi sono messa alla prova e mi sono detta che se fossi riuscita a scrivere un romanzo per me ero una scrittrice. Ci sono riuscita e lì ho deciso che volevo essere una scrittrice e ho cominciato a scrivere a tempo pieno.
 
 
2)      In cosa trovi l’ispirazione per scrivere?
Posso dire che sono stata ispirata dal mondo che mi circonda, come delle rose viste in una siepe, il desiderio di avere un anatroccolo, pensare al Natale visto con gli occhi di chi non ha nulla, la saggezza dei bambini, il cielo stellato e tutto ciò che può dare un’emozione.
 
 
3)      C’è un momento della giornata o un periodo dell’anno in cui scrivere ti è più congeniale?
Non ho un momento preciso in cui scrivere, passo da mesi di totale buio e nessuna ispirazione a giornate particolarmente produttive, e settimane dove scrivo da quando apro gli occhi a quando vado a dormire. Tutto dipende dallo stato d’animo, da un’intuizione e dall’ispirazione, perché non scrivo tanto per fare ma solo quando sono particolarmente ispirata; devo essere tranquilla e rilassata, con un sottofondo musicale e dentro la mia testa la storia già scritta, con personaggi, luoghi, insegnamenti. Mi siedo in camera con l’agenda sulle ginocchia e una penna, perché mi piace scrivere a mano e correggere nel mentre. Una volta riletto e corretto lo trascrivo sul pc.
È la mia passione, la cosa a cui tengo di più, e se diventasse un atto meccanico perderebbe il suo scopo.
 
 
4)      Quali sono i tuoi interessi oltre la scrittura?
Ho tantissimi interessi oltre la scrittura.
Prima di tutto adoro leggere e ciò mi aiuta a migliorare l stile, poi mi piace passeggiare a contatto con la natura, adoro i bambini perché mi aiutano a non perdere il mio lato creativo e anche gli animali. Sono occupata nel sociale.
Mi piace la fotografia, ho cominciato a fare un corso per suonare il pianoforte, adoro i rompicapo e la musica mi tiene compagnia. Vorrei imparare a disegnare e spero un giorno di doppiare un cartone animato. La mia lista è ancora lunga ma posso dire che ho tanti interessi che coltivo per cercare di migliorare la mia vita e quella degli altri.
 
 
5)      Se dovessi scegliere un libro da portare su un’isola  deserta, quale prenderesti?
Il mio libro preferito che porterei su un’isola deserta è Vela bianca di Sergio Bambarèn. Un viaggio in barca a vela di due coniugi cambia la loro vita e il loro rapporto.
L’ho letto in quattro giorni e anche la mia vita è cambiata. Lo porterei con me perché non mi sentirei sola ma in compagnia di un caro amico.
 
 
6)      Qual è il tuo autore  (o autrice) preferito e perché proprio lui (o lei)?
7)      L’autore vivente a cui mi ispiro è Sergio Bambarén. Non ci provo nemmeno a tentare di somigliargli, ma i suoi libri mi hanno cambiata dentro insegnandomi come vivere la vita vera, fuori dagli schemi e dalla routine quotidiana e assaporando appieno ogni momento. Spero di riuscire con il mio libro a trasmettere ciò che ho imparato, e chissà, magari un giorno vivere proprio come lui con l’essenziale.
 
 
8)      Nel tuo libro di racconti “Il mondo dell’altrove”  edito da Marco del Bucchia contiene un racconto cui sei particolarmente legata?
Il racconto a cui sono particolarmente legata è il primo, il ristorante della speranza, per via del suo personaggio principale Nico.
Nico è un ragazzo che ha un ristorante, ha avuto successo a soli 28 anni e vive la vita con positività.
Elia è un uomo che nella vita ha perso tutto, famiglia, denaro, lavoro e anche durante le feste si preoccupa solo di mangiare tutti i giorni. Un giorno, a causa della fame sviene e Nico, nonostante la folla che lo accerchia, è l'unico a dargli una mano e offrirgli un pasto gratis. Dopo aver conosciuto la sua storia gli offrirà da mangiare tutti i giorni senza volere nulla in cambio.
Mi riconosco nel racconto e cerco di somigliare sempre più a Nico, perché voglio aiutare chi ha bisogno sperando di riuscirci con le mie parole e con questo libro, come ha fatto il giovane cuoco con il suo cibo e i suoi consigli.
 
 
9)      Perché un lettore dovrebbe scegliere il tuo libro? Convincilo usando quattro aggettivi per descriverlo.
I temi essenziali del mio libro sono amore universale, amicizia, spiritualità e condivisione.


 
Alcune informazioni sull’autrice.


Sabrina Biancu nasce ad Oristano il 3 dicembre 1981 e attualmente vive a Baressa. È iscritta al corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione che le permette di unire l’amore per i bambini alla passione per l’universo delle emozioni. Sin da piccola nutre un forte interesse per ogni aspetto della comunicazione, per approfondire in modo particolare quello legato alla scrittura. Dopo un’esperienza lavorativa negativa ma molto formativa, partecipa a diversi concorsi letterari per passare, poi, alle poesie e ai romanzi, subendo il fascino per la magia e l’immaginazione. Cerca ispirazione nella quotidianità del mondo che la circonda: un bambino, un fiore, una nuvola ma anche un pensiero, uno stato d’animo, un piacevole ricordo. In vetrina, la raccolta di racconti “Luce azzurra” pubblicata nel 2009 da Boopen Editore e “Il mondo dell’altrove” edito da Marco del Bucchia nel 2015; ancora nel cassetto l’ambizioso progetto di una sceneggiatura di un cartone animato e il sogno di vedere stampato un romanzo breve scritto nel 2006.

Per contattare l'autrice clicca QUI!


lunedì 18 luglio 2016

Recensione "Io prima di te" di Jojo Mores a cura di Veronica

Veronica,una nostra cara lettrice,
è lieta di condividere con noi le sue impressioni
su uno dei libri più discussi degli ultimi tempi.
In attesa del film,
 leggiamo le sue considerazioni
su "Io prima di te" di Jojo Mores.








Io prima di te: difficile da non amare, facile da odiare, impossibile da dimenticare. 


Seppur abbia terminato da qualche giorno il libro e seppur l'abbia trovato meraviglioso, un senso di vuoto continua a presentarsi quando penso al finale. Credo sia piaciuto tanto perché diverso dai soliti romanzi d'amore, controcorrente.
É una storia che non asseconda i lettori,  li fa sognare, questo si, eccome, ma caparbio va dritto per la sua strada lasciando l'amaro in bocca, anzi, nel cuore sarebbe giusto dire.
Tiene fede al carattere cocciuto e testardo di Will che, anche se un primo momenti si può pensare sia egoistica per certi versi la sua scelta, nel finale si capisce che è esattamente il contrario:lui stesso non sopporta la sua condizione ed è consapevole fin troppo bene di dover dipendere dalle persone a lui più care, Lou più di tutti. 
Lei , che negli ultimi mesi ha portato con sé un vento nuovo, una sensazione di leggerezza, di novità, di spensieratezza, ha saputo rispettate i suoi silenzi e approfittate invece dei sorrisi che spuntano di tanto in tanto sul viso di Will. 
Ha saputo abbattere quei muri che si è costruito intorno giorno dopo giorno, non per sé stesso ma per allontanare gli altri, consapevole della sua scelta.
Will invece ha donato a Lou la fame del sapere, ha saputo regalarle domande da porse e al quale rispondere, voglia di viaggiare, di scoprire, le ha donato la capacità di guardarsi con occhi nuovi. Le ha regalato inconsapevolmente il dono di amare, ma amare  davvero. 
Quell'amore capace di tutto,  di amarlo per come è, per il carattere sconstante, per la carrozzina che é un tutt'uno con la sua ombra, per i suoi capelli spettinati e la barba incolta, per la sua mente aperta,  per la musica che ascolta e per i libri che legge, per il timbro della sua voce e per quegli occhi nel quale lei può perdersi.
Di amarlo per il Will che è ORA.
Reputo questo libro un successo letterario assoluto.
Lascia senza fiato fino all'ultima pagina, ci si sente un pó sul filo del rasoio costantemente, incapaci di prevedere cosa succederà nelle pagine a venire.
Dovremmo trarne tutti un grande insegnamento: spesso ci limitiamo a a giudicare la vita degli altri basandoci su idee solo nostre, senza concederci il beneficio del dubbio su quale sia la verità e soprattutto senza permettere alla persona in questione di prendere una scelta che sia davvero sua.
Mi sono messa per un nano secondo nei panno di Will, ho pensato a cosa farei se non potessi più correre incontro al mio bambino mentre mi tende le braccia, se dovessi rinunciare alle uscite furtive per la spesa o per l'acquisto di una sorpresa per il mio fidanzato, alla capacità di fare una bella doccia calda d'inverno, a preparare una buona spremuta d'arancia, se dovessi non essere in gradi di sorreggere un libro senza l'aiuto di qualcuno, di scrivere cavolate (come magari sto facendo ora) o, semplicemente, di essere me stessa. Perché è questo il punto, non si è più sé stessi, si è qualcuno completamente nelle mani di qualcun'altro. 
Penso siano un po le riflessioni che hanno spinto Luo ad accettare la scelta di Will, e penso sia stata una grande per aver messo da parte il suo amore e per aver saputo anteporre il volere di lui al suo.
Detto ciò, non condanno la scelta di Will anzi, credo sia stato un personaggio coraggioso e abbia affrontato con dignità la sua nuova condizione.
È una storia che lascia il segno.
Ha saputo regalarmi emozioni ma soprattutto riflessioni.
Buon viaggio Will, buon viaggio Lou.



Leggi anche:

Recensione "Un delitto quasi perfetto" di Jane Shemilt a cura di Ilaria Cutrì.


Titolo: Un delitto quasi perfetto

Autore: Jane Shemilt
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo: 9.90€





Un nuovo avvincente thriller firmato Newton Compton,un thriller che definirei "al femminile"
per il modo in cui si discosta dagli altri romanzi del genere,complessivamente una piacevole lettura!









Una classica famiglia inglese, due medici al vertice della carriera con due adorabili bambine potrebbe sembrare una famiglia perfetta.
Ma cosa accade quando Adam riceve la proposta di collaborare per un'importante ricerca in Africa?
Emma e Adam sono sempre stati legati da una sana competizione professionale e questa offerta di lavoro per il marito si potrebbe trasformare in un gap troppo grande da coprire per poterlo raggiungere e superare.

Il trasferimento in Africa potrebbe cambiare gli equilibri familiari(recentemente arricchiti dalla nascita di Sam)e  influirebbe sulla vita e le abitudini delle bambine ma, alla fine, Emma decide di partire considerando il viaggio come un'esperienza positiva per tutta la famiglia!

La vita in Africa è molto diversa da come l'avevano immaginata, persino il paesaggio è arido e differente dal luogo dove avevano immaginato di trovarsi a vivere. Adam e Zoe si adattano bene, Alice ed Emma hanno un pò più di difficoltà.
Gli equilibri della vita familiare si ripristinano poco a poco e, quando i giorni sembrano trascorrere nella serenità auspicata, Sam sparisce.
Da questo momento, tutto è rimesso in discussione!

Emma si rimprovera continuamente per il suo atteggiamento di madre nei confronti del piccolo ed
è in colpa per l'amore che non ha saputo dargli nei suoi sei mesi di vita.
Ora, come qualsiasi madre, vuole solo ritrovare il suo bambino sano e salvo!

Dove cercare Sam?
Chi può averlo preso e perchè?

La ricerca di Emma ed Adam si sonda tra il caldo dell'arida Africa, una terra ricca di credenze e superstizioni locali, magia e riti ancestrali. Un luogo segnato da importanti difficoltà e precarie condizioni della popolazione. Nonostante le ricerche della polizia, le speranze di trovare Sam si affievoliscono lentamente.
Sam è scomparso nel nulla, nessuna traccia sembra condurre a lui!

Il finale è sorprendente  e fornisce una completa psicologia dei personaggi, i loro cambiamenti emergono in una evoluzione naturale e graduale.
Emma e Alice sono i personaggi più variabili, cambiano completamente volto sul finale del libro, mentre Adam e Zoe sono personaggi più coerenti.

Chi ha letto il thriller precedente della stessa autrice "Una famiglia quasi perfetta" , non può fare a meno di scorgere somiglianze sia a livello di trama, sia per quanto riguarda l'impostazione dei personaggi.
Personalmente, l'ho trovato un pò carente di originalità persino sul finale.
La scrittura è scorrevole e procede su un ritmo un pò lento che fornisce un quadro molto preciso delle dinamiche e dei personaggi.

E' una lettura leggera e piacevole che consiglio a tutti, non aspettatevi il classico thriller in quanto questo libro ha delle sfumature rosa che lo discostano un pò dagli altri libri dello stesso genere.


Informazioni sul libro:

Emma e Adam Jordan sono due medici all’apice della carriera, così quando viene loro offerta l’opportunità di trascorrere un anno in Africa, con i tre figli, per collaborare a un progetto di ricerca, accettano con entusiasmo, convinti sia l’occasione che aspettano da sempre. E sarà di certo un’esperienza che non dimenticheranno, ma non per le ragioni che i Jordan immaginano. Quando una sera Emma torna a casa e trova vuota la culla del piccolo Sam, il più piccolo dei loro figli, la famiglia capisce che il sogno si è trasformato nel peggiore degli incubi. Un anno dopo, a migliaia di chilometri di distanza, Emma è ancora ossessionata dall’immagine di quella culla vuota, e continua a isolarsi sempre di più dal resto della famiglia. Che ne è stato di Sam? È ancora vivo? Si è trattato di un rapimento o di qualcosa di più inquietante? Cos’è successo davvero quella notte?

Informazioni sull'autore:

Jane Shemilt è un medico di professione e ha conseguito una laurea in Scrittura creativa alla Bristol University e una specializzazione all’università di Bath. Il suo romanzo d’esordio, Una famiglia quasi perfetta, è diventato un bestseller internazionale e le ha dato un’immediata notorietà. Vive a Bristol con il marito, professore di neurochirurgia, e i loro cinque figli.  Per maggiori informazioni, visitate il suo sito (janeshemilt.wordpress.com) e la pagina Twitter.

lunedì 11 luglio 2016

Recensione di “Il mio barattolo della felicità” di Francesca Bravi a cura di Paola Garbarino

Può un barattolo contenere i momenti felici?
Paola Garbarino, una nostra cara lettrice, 
ci racconta la storia di Pari, una ragazza 
solare, forse un  pò maldestra, molto legata 
alla famiglia e piena di amici.
Pari è stanca di sentirsi sola ed è in cerca
di quella felicità che riesca a stravolgerti la vita.
Riuscirà a trovarla?

Il mio barattolo della felicità (Youfeel)

Questo è uno di quei romanzi acquistati quasi per caso, che ti sorprendono positivamente! Non ho pregiudizi verso un libro self-published, sono un’autrice anch’io e sono una divoratrice di libri. Mi capita sempre più spesso di rimanere delusa da titoloni tanto reclamizzati e poi essere travolta da chicche come questo “Il mio barattolo della felicità”. L’ho letto quando era “Felicità in barattolo” e gli avevo dato cinque stelle e non mi sono stupita quando ho scoperto che l’editrice Rizzoli non se l’era lasciato sfuggire per inserirlo nella sua collana You Feel. Visto che mi è già capitato di scovare per prima queste chicche, forse oltre che autrice self dovrei fare anche la talent scout!
Questo romanzo, anche se riadattato per esigenze editoriali, mantiene la fluidità e la freschezza dell’originario. Una storia semplice e perfetta, fresca ma estremamente frizzante, leggera ma al tempo stesso con messaggi profondi.
La protagonista, Maristella, è una specie di Bridget Jones italiana, ma il paragone finisce qui, non c’è niente di copiato in questo libro e non c’è nulla sopra le righe come invece accade spesso nelle commedie americane; è una storia che potrebbe capitare a ognuna di noi quando a una certa età cerchiamo di tirare le somme della nostra vita e il risultato non ci soddisfa. Maristella ci prende perché è molto umana, ogni donna, almeno una volta nella vita, è stata una Maristella, chi per pochi giorni chi per anni. Non è un’eroina ma non è nemmeno una vittima: è una donna auto ironica, che ha fatto molta analisi su sé stessa, che conosce le proprie paure e i propri limiti e per un certo periodo di tempo li accoglie senza troppi drammi: è una donna consapevole, che nonostante tutto non ha rinunciato a sognare il grande amore. I suoi pensieri sono freschi e lucidi, a volte taglienti, ma mai disincantati, durante tutta la storia serpeggia un senso di speranza e di positività che la rendono una lettura davvero piacevole, leggera ma niente affatto superficiale. Il ritmo è scorrevole, non ci si annoia mai, veniamo coinvolti emotivamente nel viaggio negli U.S.A. che sarà anche un vero e proprio viaggio dentro sé stessa, perché spesso soltanto allontanandosi si riesce a vedere meglio. E proprio durante questo viaggio Maristella lotta per non venir di nuovo sopraffatta da una delusione d’amore, mentre il suo cuore cerca invece di portarla dritta tra le braccia di quest’uomo apparentemente sbagliato, sopra il quale è letteralmente inciampata in aeroporto e che il Fato le farà incontrare più volte durante il tour americano.
Ho deciso di dargli cinque stelle non perché sia uno di quei libri che ti cambia la vita (nel mio caso, “La storia infinita” di Michael Ende) ma perché mi ha emozionata, mi ha piacevolmente sorpresa, mi ha coinvolta nella vita di tutte le Maristella d’Italia. Anche dal punto di vista dello stile e della forma è perfetto.
Consigliato a tutti quelli che credono che siano le Stelle a farci inciampare sull’uomo della nostra vita!





Panchine librose

Bellissime panchine a forma di libro popolano Londra! 


Sono panchine molto singolari realizzate da diversi artisti locali nell'ambito dell'iniziativa  “Books about Town.”  promossa dalla “The National Literary e Wild Art” con lo scopo di promuovere la lettura diffondendo immagini di libri e autori per mezzo dell'arte. 


Se vi trovate a Londra potreste trovarvi a passeggiare per la città e di sedervi su queste panchine insolite. Sarete accomodati tra gli scrittori e i poeti che si sono studiati a scuola rinfrescando i ricordi e ravvivando il desiderio di rileggere ciò che si è letto molti anni prima solo per affrontare un’interrogazione o di un compito.
Alcuni esempi? Autori classici come Orwell con il suo 1984 o  il Bruto “uomo d’onore” del Giulio Cesare di William Shakespeare. E Cime tempestose della Bronte (emily), Gente di Dublino di James Joyce e ancora autori come Milton, Stevenson e Sir Walter Scott.  Altri personaggi moderni come Harry Potter e altre firme contemporanee attuali sulla scena letteraria londinese.

Il motivo di queste panchine?
Da un recente sondaggio è emerso
che i giovani inglesi sono grandissimi lettori e rappresentano il 53% del totale  che tocca  il 63% della popolazione contro il 71,8% della Svezia, il 66% della Fnlandia e il 40/% dell’Italia.
Il nostro invito,se visitate Londra,è  quello di fotografare e accomodarvi su una panchina letteraria..
Cosa potrebbe volere di più un lettore?

sabato 9 luglio 2016

Recensione "Lolita" di V.Nabokov a cura di Ilaria Cutrì.

LolitaScheda bibliografica

Titolo: Lolita
Autore: Vladimir Vladimirovič Nabokov
Genere: Romanzo
1ª ed. originale 1955
Ambientazione USA anni cinquanta



Lolita è un classico dai due volti,il più famoso libro di Vladimir Nabokov che,appena pubblicato fece scandalo per la sua storia e che,ancora oggi è ritenuto uno dei libri più controversi in relazione al rapporto tra la forma e la materia trattata.

Senza dubbio,l’incipit del romanzo è uno dei più belli dei romanzi del ‘900 :
«Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. 
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.»

Non è necessario aggiungere altro alla potenza esasperante di questo incipit per sintetizzare ciò che “Lolita” è: un capolavoro di stile, una sinfonia che si insinua dei meandri della mente e tocca corde sconosciute, fa vibrare nervi nascosti, suscita emozioni dimenticate. L'autore, russo di origine, americano d'adozione, è costretto alla lingua inglese abbandonando l'amata dolce melodia dell'idioma nativo; ma il talento che pervade la penna di Nobokov non si lascia imprigionare, sgorga impetuoso riuscendo a generare la perfezione di un testo che emana emozioni non si limita a raccontarle.
La traduzione italiana, almeno nel suo incipit, non gli rende giustizia, ma mantiene, a dimostrazione dell'universalità della buona scrittura, l'essenza che si irradia intorno al lettore, trasportandolo negli anni quaranta, facendogli respirare quegli odori e quelle atmosfere, quella strana allegria così lontana dalla realtà europea di allora.
Diverse sono le opinioni riguardo tale libro,moltissime le chiavi di interpretazione. Nella realtà,l’oggetto della narrazione è un amore difficile,là dove il termine difficile potrebbe stare,al vaglio delle interpretazioni del lettore,come malato”,”impossibile”,”inaccettabile”,”immorale”.
La storia è narrata in prima persona da Humber Humert,un quarantenne professore di letteratura francese, che, incontra e si innamora della giovanissima dodicenne Dolores Haze,la quale evoca nella sua mente l’immagine del suo primo grande amore che non dimenticherà mai,Annabelle. Per poterle stare vicino, sedurre e possedere una ragazzina di dodici anni, ne sposa la madre Charlotte causandone poi, anche se indirettamente, la morte e diventando,così,il suo tutore legale. Dopo la morte della madre di Dolores(Lolita),Humbert  preleva Lolita dal campeggio in cui si trova e intraprende con lei un lungo viaggio in macchina negli U.S.A. Sono due anni di prigionia durante i quali Lolita, contro la sua volontà, passa da un motel con il suo amante-tutore che cerca di impedirle ogni contatto non solo con qualsiasi altro uomo ma anche con i ragazzini suoi coetanei e in generale qualunque relazione che risulti esterna al mondo chiuso della coppia. Lolita riesce poi a scappare e far perdere le sue tracce. Humbert non si rassegna e inizia a setacciare ogni motel e hotel che incontra,ma verrà a scoprire di essere stato sempre un passo dietro a  Lolita e il suo complice. Quando ormai,apparentemente,sembra che Humber si sia rasseegnato,dopo anni e anni di ricerche,arriva una lettera scritta da Lolita nella quale lei lo informa di essersi sposata e di aspettare un bambino e chiede dei soldi per potersi trasferire in Alaska con la sua famiglia. E’ qui che Humber si mette in viaggio e raggiunge Lolita implorandola di scappare con lei.

Ma chi è Lolita?
E’ una  "ninfetta",geniale invenzione linguistica di Nabokov, è una folgorante apparizione moderna della Ninfa, uno di quegli esseri quasi immortali che furono i primi ad attirare il desiderio degli Olimpi verso la terra e a invadere la loro mente con la possessione erotica. Perché chiunque sia "catturato dalle Ninfe", secondo i Greci, è travolto da una sottile forma di delirio, lo stesso che coglie l'indimenticabile professor Humbert Humbert per la piccola americana Lolita. Lolita,oggi,è un termine usato per indicare una ragazzina spavalda e consapevole di possedere una forte carica sensuale , nonostante la giovane età.
In questa storia c’è innamoramento,passione,ossessione,soggezione,odio,possessione,adorazione,erotismo ma, contrariamente a quanto si possa pensare,non c’è amore.
Risultati immagini per lolita nabokovIl romanzo è spesso indicato come un racconto intriso di pedofilia e questa è l’etichetta generata dall’abuso della critica letteraria e cinematografica del XX e XXI secolo.
Lolita è molto di più! Sebbene la tematica sia esplicita,Nabokov costruisce una trama fatta di espedienti che guidano il lettore attraverso un viaggio interiore del protagonista portandolo a una vera e propria indagine introspettiva. Per tutto il romanzo,il lettore sarà chiamato a confrontare le vicende con la propria moralità e il finale non è affatto scontato in quanto Humbert offre al lettore una comparazione tra i due pedofili,egli stesso e Quickly e un confronto tra la vittima vera e il carnefice,considerando in questo caso i sentimenti reali dei personaggi. Dal punto di vista psicologico,il romanzo è contuamente stimolante e offre vari colpi di scena. 
Va attribuito a Nabokov la capacità,la bravura di narrare una materia così spigolosa con uno stile autorevolissimo. Il linguaggio usato dall’autore è colto e a tratti,per un lettore non esperto,può essere di difficile comprensione. Compaiono al suo interno numerose scene esplicite, ma scritte talmente bene da essere sempre “erotiche” senza sfociare mai nel pornografico,anzi,piegandosi spesso in un sentito realismo o,talvolta,trascendendo quasi in versi. Nabokov racconta la storia di un'ossessione con uno stile sublime, senza una parola fuori posto, coinvolgendo il lettore e trascinandolo nel mondo interiore del protagonista, senza mai cadere  nella volgarità, ma restando quasi sospeso tra sogno, realtà, presente, passato, amore, perversione. 



Informazioni sull'autore

Vladimir Vladimirovič Nabokov (Pietroburgo, 23 aprile 1899– Montreux, 2 luglio 1977) è stato uno scrittore, saggista, critico letterario, entomologo, drammaturgo e poeta russo naturalizzato statunitense.
Scrisse i suoi primi libri in russo, ma fu con i suoi romanzi in inglese che raggiunse la notorietà.
L'opera più conosciuta di Nabokov è sicuramente il romanzo Lolita del 1955, spesso citato come uno dei più importanti testi narrativi del XX secolo[senza fonte] (e da cui il regista Stanley Kubrick trasse l'omonimo film), seguito da un altro romanzo scritto in lingua inglese del 1962: Pale Fire (Fuoco pallido).

Compose altri scritti di argomento totalmente diverso, come alcuni contributi sull'entomologia e sul gioco degli scacchi.






Recensione "Tess dei d’Urbervilles" di Thomas Hardy a cura di Ilaria Cutrì.

Titolo: Tess dei d'Ubervilles
Autore: Thomas Hardy
Editori: James R. OsgoodPrima pubblicazione: 1891

Tess Durbeyfield è una giovane ragazza proveniente da una famiglia povera e rurale il cui cognome sembra essere legato a quello di una nobile famiglia normanna,la famiglia D’Ubervilles.
Tess viene mandata dai suoi genitori a reclamare la parentela con questa famiglia, senza sapere che questa è una famiglia di nuovi ricchi che proviene da un’altra parte dell’Inghilterra e che hanno comprato il nome per apparire più rispettabili.Viene accolta da Alec d’Urberville,che si invaghisce di lei e rifiuta Tess come parte della famiglia, ma la invita a lavorare nella sua terra, dove tenta ripetutamente di sedurla fino a quando, frustrato dai continui rifiuti, la conduce nella foresta dove accade qualcosa che cambia profondamente la vita della ragazza. L’autore,infatti,non descrive la scena,lasciandola all’immaginazione del lettore.
Dopo quella notte,Tess torna dai suoi genitori e dà alla luce il figlio di Alec, chiama il figlio “Dolore”, il quale muore subito dopo.  Il peccato di Tess,il peccato subito da una ingenua ragazza di campagna è il perno della storia.
 Tess affronta ciò che le è accaduto,ama il suo piccolo bambino,frutto del male,lo porta con sé sul luogo di lavoro,alimentando i pettegolezzi di quella gente povera ed ignorante che lo vede come uno scandalo. Dal romanzo traspare tutta la critica di Hardy verso la religione e le convenzioni sociali,attraverso i pochi personaggi porta nel romanzo un campione di ogni ceto sociale dell’Inghilterra vittoriana.
Tess non riesce a sopportare di vivere là dove la gente conosca il suo peccato,dove sua madre fomenta le storie su di lei,dove tutti puntano il dito e nessuno sembra comprendere. Decide di andare dove nessuno la conosce in modo che sopportare il passato sia più lieve perché non dovrà condividerlo. E’ proprio in questa fattoria che incontra Angel che sarà all'oscuro del suo segreto per molto tempo,che la ama e la idealizza Tess come una donna pura,quasi una ninfa bucolica. Per la prima volta il lettore conosce i sentimenti di Tess,come vive quell’amore,in modo puro,considerando Angel come un vero angelo ignaro del peccato. Angel è devoto a Tess,aspetta,spera,supplica di sposarla,ma lei lo rifiuta più volte,considerandosi indegna per ricevere quell’amore.
Si può intravedere una missione “didattica” nell’unione tra Tess e Angel,lui si propone di insegnarle tutto ciò che lei non sa,come farebbe un maestro con l’allievo,nel sentimento si uniscono anche le diverse classi sociali,quella più colta e quella povera.
Tess apre il suo cuore ad Angel e rivela il suo segreto,certa che l’amore possa superare il dolore. Ad Angel non importa la sofferenza di Tess,non interessa quello che ha,suo malgrado,subito,ma punta il dito contro la sua impurezza celata dietro una maschera di buona e ingenua contadina,non riesce a vedere la persona della quale si era innamorato e parte in Brasile,lasciando la moglie travagliata in lunghi periodi difficili, lavorando in posti diversi,con condizioni di lavoro disumane,senza perdere mai la sua dignità. Fatalmente,incontra nuovamente Alec che adesso è una persona diversa,in lui c’è stato un cambiamento interiore legato alla fede,un pentimento per la pena da lui stesso inflitta a Tess,di cui non si è mai dimenticato.Ora la sua missione non è più predicare,ma riparare i danni causati a Tess rendendole la vita migliore,la reclama, ma la ragazza,nonostante le gravi difficoltà,rifiuta di avere a che fare con lui fin quando la morte del padre della ragazza, lascia la sua famiglia senza casa né denaro. Alec fornisce loro un posto dove vivere nella sua proprietà a patto che Tess viva con lui come una moglie.
Angel ritorna dal Brasile e scopre che Tess è con Alec, lei riesce a vedere ora come Alec l’abbia usata e abusata, litigano, lei lo uccide e poi scappa via con Angel e passano qualche giorno insieme, da felici e innamorati fuggiaschi, prima che Tess venga catturata (viene trovata addormentata nel cuore della notte con Angel accanto, sopra una delle pietre di Stonehenge, con un significato molto simbolico) e portata sul luogo dell’esecuzione. Tess chiede ad Angel di prendersi cura di Liza,la sorella minore, come moglie, dopo la sua morte dicendogli che Lisa è uguale a lei,ma senza peccato.
E’ un libro che non ha un lieto fine ed emerge in modo molto netto il fatalismo dell’autore.E’ l’ epopea di una donna travolta dagli eventi, un’eroina figlia dell’onesta povertà che si ritrova catapultata nel mondo della subdola ricchezza.La figura di Tess è indimenticabile: fragile sola, ingenua, timida, molto umana.Viene schiacciata dal suo destino, ma il lettore spera, in ogni pagina, che nella sua vita ci sia una svolta positiva.

Informazioni sul libro

Tess dei d’Urbervilles è un meraviglioso romanzo pubblicato nel 1891 da Thomas Hardy. In questo romanzo sono descritti una serie di catastrofici eventi che avvengono alla protagonista, un'umile fanciulla di campagna colpevole di avere dei genitori che hanno voluto sfidare il Fato tentando di cambiare classe sociale e spezzando, così, l'equilibrio uomo-natura. Nel romanzo c'è spazio anche per la denuncia sociale, infatti Hardy intende dimostrare l'innocenza di Tess, sedotta tendenziosamente da un provincialotto, mentre la comune mentalità vittoriana vorrebbe che ella si comportasse come una “fallen woman”, una "donna caduta". Il caso e la società cospirano contro la ragazza, che si trova a dover lottare per vivere.


Informazioni sull'autore

Thomas Hardy nacque e crebbe in Inghilterra, nel Dorset, che diventerà il "Wessex" dei suoi romanzi (il Wessex era l'antico nome del Dorset), in un'umile famiglia. Compì studi di architettura e andò dapprima ad abitare a Londra per esercitare la professione che abbandonò presto per dedicarsi alla letteratura. Nel 1874 si sposò con Emma Gifford e si stabilì in una casa di campagna, Max Gate, presso Dorchester, dove trascorse l'intera vita senza alcun evento degno di rilievo.
Divenne in breve tempo un importante intellettuale, nonché romanziere di successo. Jude l'oscuro è il suo ultimo romanzo: esso è anche la sua opera più pessimistica e piacque talmente poco al pubblico vittoriano da indurre lo scrittore a pensare di aver raggiunto la fine della prosa; i suoi ultimi lavori sono infatti poesie. Nel 1914, due anni dopo la scomparsa di Emma, si sposò una seconda volta con Florence Emily Dugdale che sarà la sua biografa. Morto nel 1928, fu sepolto nel Poets' Corner dell'Abbazia di Westminster, a fianco di Charles Dickens.

Recensione "Il libro delle anime" di Glenn Cooper a cura di Ilaria Cutrì.


Scheda bibliografica

Titolo originale: Book of souls
Autore: Glenn Cooper
Casa Editrice: Edizioni Nord
1ª ed. 2010
Genere: Romanzo
Sottogenere: thriller, giallo


Una casa d’aste londinese riceve uno strano libro.

Il volume, proveniente da un antico castello di proprietà di Lord Cantwell,è datato 1527,rilegato in pelle di vitello,nelle cui pagine in velino è contenuta una lunga lista di nascite e morti in moltissime lingue, di migliaia di persone.Sembrerebbe uno strano registro anagrafico,ma è solo uno delle centinaia,migliaia di volumi che compongono una Bibli
oteca la cui esistenza è sempre stata celata nel cuore dell’Abbazia di Vectis e,adesso,dal governo americano.La storia di questo misterioso libro si snoda nei secoli attraversando parte della storia europea e riportando alla luce personaggi emblematici quali Giovanni Calvino,Shakespeare e Nostradamus,i quali risorgono dal passato con freschezza e attualità,sino ad arrivare nelle mani di Will Piper,ex agente dell’FBI in congedo,confinato nella semplicità della vita familiare.
Sarà il libro a far vivere una nuova avventura a Will,riportando alla luce questioni irrisolte con l’area 51 e con la sua passata carriera che,sembra essere in un certo senso,implicata nella vicenda.
Will partirà per un viaggio che,oltre a portarlo oltreoceano,lo condurrà indietro nel tempo,in un antico castello a cercare degli indizi chiave per la risoluzione del mistero.
Con i Sorveglianti alle spalle,Will lotterà per salvarsi la pelle e porterà alla luce del mondo le scoperte fatte,facendo saltare decenni di operazioni segrete e sofisticate del governo americano e,affidando al mondo la possibilità di scegliere di conoscere il proprio destino.Questo romanzo si colloca nel mezzo di una trilogia composta dal primo grande successo dell’autore,”la Biblioteca dei morti” e dal volume terzo “I custodi della biblioteca”.L’emozione della scoperta si rinnova in ogni singolo capitolo,tenendo sempre alta l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina e,sebbene il finale sia un po’ scontato,l’autore continua a propinare delle nuove curiosità su fatti reali accaduti o che potrebbero accadere. Anche qui,così come nel libro,il lettore attraverso la storia,sarà riportato al presente con delle domande e delle conoscenze in più.La lettura è scorrevole,merito della semplicità con la quale Glenn Cooper scrive,portando grandi fatti che hanno segnato la storia e che sono ancora oggi oggetto di interesse,a un vasto pubblico che,non necessita di un grande livello culturale per poter capire argomenti per nulla banali.Un’operazione culturale utile e certamente riuscita!


Informazioni libro

È un libro, un semplice libro antico.
Ma custodisce un segreto.
Un segreto che è stato scritto col sangue nel 1297, da innumerevoli scrivani coi capelli rossi e con gli occhi verdi, forse toccati dalla grazia divina, forse messaggeri del diavolo. Che è riapparso nel 1334, in una lettera vergata da un abate ormai troppo anziano per sopportare il peso di quel mistero. Che, nel corso del XVI secolo, ha illuminato la strada di un teologo, i sogni di un visionario e le parole di un genio. È un libro, un semplice libro antico.
Ma sta per scatenare l’inferno. Perché quel libro è stato sottratto alla Biblioteca dei Morti, la sconfinata raccolta di volumi in cui è riportata la data di nascita e di morte di tutti gli uomini vissuti dall’VIII secolo in poi. E, dopo essere rimasto sepolto sotto la polvere della Storia per oltre settecento anni, adesso è riemerso ed è diventato un’ossessione per Will Piper, deciso a cancellare il dolore che la Biblioteca ha portato nella sua vita; per Henry Spence, che ha dedicato la sua esistenza alla soluzione dell’enigma e che ormai ha i giorni contati; per Malcolm Frazier, il capo della sicurezza della Biblioteca, determinato a uccidere pur d’impedire al mondo di conoscere la verità. Un’ossessione che inevitabilmente porta altro dolore, altri enigmi, altro sangue. È un libro, un semplice libro antico. Ma è il Libro delle Anime. E il suo segreto è il nostro destino.

Informazioni sull'autore

Glenn Cooper (White Plains, 8 gennaio 1953) è uno scrittore, medico, archeologo, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense. I suoi libri sono stati tradotti in 31 lingue e, sino al 2014, hanno venduto oltre sei milioni di copie.Cooper ha iniziato a scrivere negli anni novanta; è stato citato per aver detto di aver sempre trovato che la scrittura portasse equilibrio nella sua vita, mescolando il rigore della sua occupazione scientifica al suo lato creativo. Inizialmente, Cooper si concentrò maggiormente sulle sceneggiature. Anche se una ventina delle sue sceneggiature videro la possibilità di venir sviluppate, soltanto una venne realmente prodotta.
Nel 2009 ha pubblicato il suo primo libro, The Library of the Dead, edito in Italia come La biblioteca dei morti dalla Editrice Nord. Un romanzo basato sulla scoperta di una vasta, misteriosa libreria sotterranea di testi medievali. Ha presentato il manoscritto a ben 66 agenti letterari e 65 rifiutarono prima che un solo agente letterario decidesse di rappresentarlo. Il romanzo è stato successivamente pubblicato e tradotto in altri 31 paesi. La Biblioteca dei Morti, insieme agli altri sei libri scritti da Cooper, è diventato bestseller internazionale. Il critico letterario italiano Antonio D'Orrico ha elogiato The Library of the Dead su il Corriere della Sera, scrivendo: "Glenn Cooper ha scritto uno dei romanzi meglio congegnati che abbia letto in 14 anni”.
Dopo aver scritto La biblioteca dei morti (The Library of the Dead), Cooper scrisse altri due libri sviluppando la trilogia omonima: Il libro delle anime (The Book of Souls) e I custodi della biblioteca (The Keepers of the Library). Ognuno di questi libri vede protagonista un agente speciale dell'FBI, Will Piper. Nel 2014 inizia una nuova trilogia, Dannati, composta da Dannati, La porta delle tenebre e L'invasione delle tenebre. Inoltre, l'autore ha scritto altri quattro libri singoli: La mappa del destino, Il marchio del diavolo, L'ultimo giorno, Il calice della vita.
I romanzi di Cooper sono spesso radicati in eventi storici del passato. Inoltre, egli sceglie spesso di scrivere riguardo a luoghi e persone realmente esistiti. Cooper ha affermato di “leggere 250-300 libri o parte di essi” per ogni romanzo che scrive. In più, ognuno dei suoi libri fa luce su grandi tematiche filosofiche. I suoi libri esplorano generalmente tematiche relative al destino e alla predestinazione, alla natura del male, alla concezione della vita nell'aldilà e all'interfaccia tra scienza e fede.
Lo stile di Cooper viene spesso elogiato e messo a confronto con quello di Dan Brown. Luca Crovi è citato su Il Giornale per aver detto: “Glenn Cooper conferma ancora una volta di aver battuto Dan Brown” dopo l'uscita, nel 2013, del suo ultimissimo libro, Il calice della vita. Nonostante i libri di Cooper condividano simili elementi dei romanzi di Dan Brown, è spesso affermato che “Cooper abbia un dialogo migliore, un migliore sviluppo dei personaggi ed una trama molto più ricercata”.

Recensione "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon a cura di Ilaria Cutrì.

Scheda bibliografica

Titolo: L’ombra del vento
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Genere: romanzo
Sottogenere: thriller
Ambientazione: Barcellona, 1945–1966
Anno di pubblicazione: 2001

Editore: MONDADORI (16 aprile 2013)

Il “Cimitero dei libri dimenticati” è un luogo misterioso,noto a pochi,che custodisce moltissime opere andate perdute. Daniel,il protagonista del libro,vi viene introdotto e ne rimane incantato,girovagando tra scaffali polverosi viene rapito da un libro il cui titolo è molto suggestivo “L’ombra del vento”.
Il ragazzo capisce che l’opera di cui è entrato in possesso è l’unica rimasta in circolazione,Julian Carax,autore del testo,è il nome sordo di uno scrittore senza volto,né memoria,nessuno sembra conoscerlo.
Daniel è completamente catturato dalla magia del volume e disposto a tutto per risalire al suo autore nella speranza di poter leggere altre opere dello stesso.
Il mistero del libro si infittisce quando uno strano individuo dal volto sfigurato perseguita Daniel per bruciare il volume,ma il ragazzo non si intimidisce,anzi,considera ancor di più il suo libro un tesoro prezioso da difendere.
Daniel si ritroverà a un passo dalla verità in un modo che sconvolgerà completamente la sua esistenza,tra mille vicissitudini che mostrano un certo parallelismo con gli eventi e le circostanze della vita di Carax.
Una moltitudine di personaggi circondano il protagonista,offrendo un vasto repertorio di spaccato sociale.
Qualsiasi ceto sociale entra nel romanzo di Zàfon e la sua posizione nel romanzo è la fedele rappresentazione della realtà storica.
E’ la storia di vite che si incrociano tra passato e presente,che percorrono insieme un tratto di vita confondendosi nel tempo e che,infine si separano proseguendo fianco a fianco.
Sfondo delle vicende è la Barcellona decadente,ferita dai due conflitti mondiali e della sanguinosa guerra civile e ancora lacrimante,spesso raffigurata,infatti,sotto un’incessante pioggia battente e nebbia perenne,una simbolica corrispondenza tra la storia e l’ambiente esterno.
Il clima tetro riflette,inoltre,la drammaticità delle tematiche che accompagnano le ricerche di Daniel:storie di famiglie dimenticate,di uomini di dubbia moralità,di infanzie mai vissute,di amori impossibili,platonici,consumati,ma anche lealtà,amicizia incondizionata e odio folle ed omicida e morte.
Lo stile è semplice e scorrevole e il linguaggio tocca e registri più alti nelle parole di Barcelò e Fermín Romero De Torres.
La narrazione,sebbene sembri procedere lentamente all’inizio delle vicende,prende pian piano un ritmo sempre più incalzante suscitando nel lettore una curiosità crescente.
Il presente vive sulle spalle di un passato non ancora sepolto;un passato che ritorna risorgendo da una coltre di menzogne.
“L’ombra del vento” è un turbine di emozioni,un romanzo avvincente che si ha voglia di rileggere appena lo si è terminato!



Informazioni sul libro

A Barcellona, una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo.
E qui Daniel entra in possesso di un libro maledetto che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un mondo di misteri e intrighi legato alla figura di Julián Carax, l'autore di quel libro. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti paralleli con la sua vita.

Uscito in sordina in Spagna nel 2001, L'ombra del vento è divenuto un incredibile successo grazie al solo tam-tam dei lettori. L'esordio sulla scena internazionale di uno straordinario narratore.


Informazioni sull'autore


Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 25 settembre 1964) è uno scrittore spagnolo, autore di successo mondiale, vive dal 1993 a Los Angeles, dov'è impegnato nell'attività di sceneggiatore. Collabora regolarmente con le pagine culturali di El País e La Vanguardia. Tradotte in oltre quaranta lingue, le sue opere hanno conquistato milioni di lettori e numerosi premi nei cinque continenti.
Ha iniziato la sua carriera nel 1993 con una serie di libri per bambini e ragazzi, tra cui Il principe della nebbia. Nel 2001 esordisce nella narrativa per adulti con il suo quinto romanzo, L'ombra del vento (Planeta, 2001), che, uscito in sordina in Spagna, ha conquistato col passaparola il vertice delle classifiche letterarie europee, diventando un vero e proprio fenomeno letterario. L'ombra del vento è stato un successo, con più di 8 milioni di copie vendute nel mondo, e solo in Italia, un milione e mezzo, acclamato come una delle grandi rivelazioni letterarie degli ultimi anni. È stato tradotto in più di 36 lingue e ha ottenuto numerosi premi internazionali, tra cui Premio Barry per il miglior romanzo d'esordio nel 2005.
Il 17 aprile 2008 esce per Planeta il secondo romanzo El juego del ángel. La tiratura iniziale di questo libro è la più alta per una prima edizione in Spagna. Il 25 ottobre 2008 esce per Arnoldo Mondadori Editore la traduzione italiana del romanzo, Il gioco dell'angelo, mentre nel maggio del 2009 esce in Italia Marina.
Il 7 maggio 2010 esce, sempre per la Arnoldo Mondadori Editore, per la prima volta nelle librerie italiane Il palazzo della mezzanotte uscito in lingua spagnola nel 1994 con il nome di El palacio de la medianoche.
L'ultima sua opera, Il prigioniero del cielo (El prisionero del cielo, Planeta), è del 17 novembre 2011.

Recensione "Il prigioniero del cielo" di Carlos Ruiz Zafon a cura di Ilaria Cutrì.

Titolo originale: Il prigioniero del cielo
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Genere: romanzo
Sottogenere: thriller
Ambientazione: Barcellona, 1957
1ª ed. originale 2011
1ª ed. italiana 2012
Editore: MONDADORI (19 giugno 2012)





Carlos Ruiz Zafòn e la sua penna dalla vena surrealista trasporta i lettori nuovamente a Barcellona insieme e Daniel,ora padre di famiglia e curatore della libreria Sempere e figli.
Le vicende iniziano a farsi strada per i vicoli della storia proprio a partire da un libro,una copia molto preziosa de “Il Conte di Montecristo” acquistata da uno strano personaggio per molto più del suo prezzo effettivo. E’ un regalo per Fermin Romero de Torres e presto si rivelerà per quest’ultimo la porta aperta involontariamente su un passato dai misteri ancora sconosciuti.
Fermin e l’amico Daniel inizieranno ad indagare sui misteri del castello di Montjuïc,dove Fermin fu imprigionato durante la guerra civile e dal quale riuscì a fuggire grazie all’aiuto di Martin,un uomo legato a Isabella Sempere,madre di Daniel,della quale si scoprirà la causa della prematura morte.
Sfondo delle vicende dei protagonisti è la storia,la Barcellona franchista,dei cui meandri più oscuri si fa portavoce Mauricio Valls,scrittore ambizioso ma senza talento,prima direttore del carcere di Montjuïc e poi Ministro della cultura. 

Questo romanzo si inserisce come capitolo finale della trilogia de “L’ombra del vento” ,è l’ultimo capitolo dell’avventura di Daniel. Gli intrecci,gli intrighi e i misteri vengono finalmente svelati,ma in realtà  si attende la quarta parte della serie de “Il cimitero dei libri dimenticati”,un nuovo ultimo capitolo non è stato ancora pubblicato!


Informazioni sul libro

Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere - il memorabile protagonista di L'ombra del vento - è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di Il conte di Montecristo pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín.
Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un'epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín - il narratore di Il gioco dell'angelo - al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista.

Carlos Ruiz Zafón torna al genere che lo ha reso famoso in tutto il mondo e alla saga tanto amata dai suoi lettori con un nuovo appassionante episodio che si inserisce nell'universo letterario del Cimitero dei Libri Dimenticati. Il Prigioniero del Cielo riannoda le trame di L'ombra del vento e Il gioco dell'angelo, e getta luce sui misteri che erano rimasti insoluti solo per aprire nuovi inquietanti interrogativi. E soprattutto ci trascina nel turbine di una narrazione carica di tensione e colpi di scena, in grado di trasmetterci, con la forza delle emozioni, il lato più cupo dell'animo umano, ma anche di sedurre con il fascino sottile di una Barcellona in chiaroscuro che non smette di stregarci.


Informazioni sull'autore


Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 25 settembre 1964) è uno scrittore spagnolo, autore di successo mondiale, vive dal 1993 a Los Angeles, dov'è impegnato nell'attività di sceneggiatore. Collabora regolarmente con le pagine culturali di El País e La Vanguardia. Tradotte in oltre quaranta lingue, le sue opere hanno conquistato milioni di lettori e numerosi premi nei cinque continenti.
Ha iniziato la sua carriera nel 1993 con una serie di libri per bambini e ragazzi, tra cui Il principe della nebbia. Nel 2001 esordisce nella narrativa per adulti con il suo quinto romanzo, L'ombra del vento (Planeta, 2001), che, uscito in sordina in Spagna, ha conquistato col passaparola il vertice delle classifiche letterarie europee, diventando un vero e proprio fenomeno letterario. L'ombra del vento è stato un successo, con più di 8 milioni di copie vendute nel mondo, e solo in Italia, un milione e mezzo, acclamato come una delle grandi rivelazioni letterarie degli ultimi anni. È stato tradotto in più di 36 lingue e ha ottenuto numerosi premi internazionali, tra cui Premio Barry per il miglior romanzo d'esordio nel 2005.
Il 17 aprile 2008 esce per Planeta il secondo romanzo El juego del ángel. La tiratura iniziale di questo libro è la più alta per una prima edizione in Spagna. Il 25 ottobre 2008 esce per Arnoldo Mondadori Editore la traduzione italiana del romanzo, Il gioco dell'angelo, mentre nel maggio del 2009 esce in Italia Marina.
Il 7 maggio 2010 esce, sempre per la Arnoldo Mondadori Editore, per la prima volta nelle librerie italiane Il palazzo della mezzanotte uscito in lingua spagnola nel 1994 con il nome di El palacio de la medianoche.

L'ultima sua opera, Il prigioniero del cielo (El prisionero del cielo, Planeta), è del 17 novembre 2011.