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Intervista a Monica Schianchi

Questa sera siamo in compagnia di Monica Schianchi, scrittrice emergente, studentessa di Lettere Antiche all’Università di Torino. Autrice dei romanzi "Il potere dell’Amore. Le guerre dei Clan”  e, “Incontri in maschera”  e del  racconto "Luna calante".


Ho letto le tue note biografiche e vorrei iniziare questa intervista parlando dell’associazione SEU di cui sei attualmente sei vice- direttrice. Di cosa si occupa e di quanto è importante per coloro che vogliono entrare a far parte del mondo della scrittura?

L'associazione culturale SEU (scrittori emergenti uniti) nasce con lo scopo di permettere agli autori di aiutarsi a vicenda, noi fondatrici siamo tutte autrici e siamo convinte che se mettiamo in comune le nostre idee e le nostre forze possiamo aiutarci a crescere, credo che sia una lezione che molti scrittori debbano imparare, è un settore in cui si sente molta competizione e rivalità e non ne vedo il motivo. Aiutarsi è molto più produttivo. Fra le offerte dell'associazione c'é la possibilità di partecipare alle fiere del libro (Pisa Book festival, Modena Buk , Salone del libro di Torino) e di far conoscere i propri libri con la rubrica "i libri del mese" per la quale gestisco delle interviste con eventi on line. Credo che sia un'associazione che può aiutare molto, soprattutto gli scrittori appena nati che non sanno bene come muoversi in questo mondo (parlo per esperienza).


Hai avuto una brutta esperienza con qualche C.E.?

Penso si possa definire in questo modo!! Ho pubblicato il mio primo libro a 18 anni e all'epoca non sapevo niente di questo mondo, credevo che tutte le C.E.  fossero a pagamento, ho mandato il libro ad un famoso gruppo editoriale, pensando lo valutassero e ho pagato per pubblicare. Felicità a gogò finché non ho scoperto che il libro era pieno di refusi - forse non lo leggono neanche - e che esistono molte alternative alle C.E. a pagamento. Errore mio. Adesso, se posso, metto tutti in guardia.



E' una bella cosa, credo sia importante che ci sia una chiara informazione o, anche solo, delle persone che aiutino un giovane che decide di pubblicare.. A questo punto mi sorge spontaneo chiederti se preferisci una pubblicazione C.E. o il self-publishing?

Sono perfettamente d'accordo. Credo che il self publishing sia una bella soluzione per pubblicare, si fa tutto con i propri tempi, si è completamente autonomi e si sa che la pubblicità va gestita. Le case editrici sono un sinonimo di qualità davvero sopravvalutato, penso che rinuncerei al self soltanto per una CE molto grossa, in grado di garantirmi una pubblicità tangibile e una buona distribuzione. Purtroppo piccole e medie C.E. non lo fanno, e a questo punto le royalty con il self sono più alte. Nonostante questo penso che per un autore sia formativo provarli entrambi per avere una visione più completa.


Hai scritto due romanzi  “Il potere dell’Amore. Le guerre dei Clan”  e “Incontri in maschera” . Presentano tematiche e generi differenti. Da dove prendi ispirazione per i tuoi romanzi?

Da qualsiasi cosa, in genere le idee mi attraversano le mente con dettagli sui quali costruisco la storia. Possono venirmi delle idee dalle serie TV o dai libri che leggo, oppure dai sogni, o da quello che studio all'Università, quella è una bella ispirazione. Non posso fare a meno di infilare nei miei libri qualcosa di "culturale".


Il tuo primo romanzo, nonché il tuo esordio da scrittrice “Il potere dell’Amore. Le guerre dei Clan” è il primo di una saga. Hai iniziato a lavorare sulla stesura degli altri capitoli?

Già, dovrebbe essere il primo di una trilogia. In realtà avevo iniziato, e avevo scritto buona parte del secondo, ma il punto è che il libro è il famigerato pubblicato con  quel gruppo editoriale, quindi andrebbe rivisto in modo approfondito. Con l'ebook ho migliorato un po' la situazione, ma andrebbe comunque risistemato. Il problema, poi, è che non sono sicura di come vorrei farlo finire, perciò per ora ho accantonato il progetto perché mi sono venute in mente moltissime altre storie. Spero di tornarci, però, mi spiacerebbe abbandonarlo del tutto.


Speriamo tu possa tornarci a lavorare serenamente. Incontri in maschera,invece, è il tuo ultimo libro pubblicato. L’ho letto e recensito e ne sono rimasta positivamente colpita, ma vorrei approfondire con te alcuni aspetti che emergono dal libro.

Dalla tua scrittura è evidente che non scrivi solo per passione, si nota l’esercizio , lo studio che c’è alle spalle. Non ci sono errori dal punto di vista sintattico e stilistico e, purtroppo, non si può dire lo stesso per altri autori emergenti.  Quanto pensi sia importante saper scrivere,specialmente se si sceglie di auto- pubblicarsi?

Grazie! Credo che sia fondamentale quantomeno ridurre gli errori al minimo e credo che farsi aiutare da qualcuno abile sia molto utile, infatti una mia amica mi ha aiutato con i refusi, perché quelli purtroppo scappano,il fatto che l'auto-pubblicazione non abbia un editing accertato fa storcere il naso a molti e in effetti alcuni lavori che ci sono in giro fanno pensare che una persona prima di scrivere dovrebbe chiedersi seriamente se ne è in grado, partendo dalle cose basilari come la grammatica, soprattutto, appunto, quando decide di affrontare la strada del self, già piena di pregiudizi. Personalmente credo che la figura dell'editor sia anche sopravvalutata, certo, può servire, ma se uno scrittore sa scrivere ed è attento può non essere necessario. Per me la correttezza, comunque, corrisponde anche ad una qualità dello scritto, è difficile che trovi piacevole un testo che non è scritto bene, non serve sia perfetto, ma almeno decente.


La penso allo stesso modo. Un tema presente nel tuo romanzo "Incontri in maschera" è l’unione omosessuale tra la sorella di Altea e la sua compagna,la coppia ha anche una bambina. Oggi le unioni di questo tipo sono un argomento controverso e tu invece lo tratti con un’estrema naturalezza.

Perché credo che dovrebbe essere considerata una cosa naturale. Credo che si capisca, dal testo, che sono assolutamente a favore. Ho voluto sottolineare la mia convinzione nella serenità della bambina finché non viene criticata da un'amica i cui genitori le dicono che le sue madri non dovrebbero stare insieme. Credo che il problema di fondo sia tutto qui, cioè che se ci abituassimo a ritenerla una cosa normale non ci sarebbe nessun trauma per il bambino né per chi gli sta intorno. Credo nell'amore, tanto, e vorrei che nessuno sentisse di avere il potere di negarlo a qualcun altro. Ovviamente non sono una sessuologa o psicologa dell'infanzia, è solo la mia idea.


Si,il tuo punto di vista è chiaramente comprensibile dal testo. Un’altra curiosità, perché Federico, durante gli incontri con Altea, si fa chiamare “K” ? C’è un significato particolare?

Non c'è un motivo particolare, lui cerca semplicemente un "nome" che non riconduca a lui in nessun modo. Io l'ho scelto perché sono una grandissima fan di Harry Potter e volevo richiamare la K della Rowling. Qualche Potterhead adesso mi fucilerà ahahah :D


Ahahah :D Ero troppo curiosa di sapere il motivo!!
So che stai progettando di scrivere alcuni romanzi storici. Qual è il periodo storico che più ti affascina e perché?

Sì è il mio genere preferito, per ora ne ho due in programma. Adoro il periodo romano, al punto che ci farò la tesi di triennale, mi piace moltissimo la figura di Cesare ma sono appassionata in generale del I Sec a.C. E delle successioni imperiali successive ad Augusto.  Mi piace molto anche la storia greca ma la passione per quella romana è imbattibile!


Ultima domanda. Vuoi condividere con i lettori di Emozioni tra le righe una tua curiosità personale o sui tuoi romanzi?

Ok, provo a fare entrambe le cose. Sono nata femminista, ho sempre creduto che fosse stupida l'idea che le donne non potessero fare qualcosa che per gli uomini era normale, o che dovessero stare in casa a pulire e fare figli perché "ci si aspetta così". Prediligo le eroine intelligenti e indipendenti e spero sempre di essere in grado, nei miei romanzi, di presentare modelli femminili di questo calibro, indipendentemente dal genere che scriverò :).


E' una bellissima idea e ti auguro di continuare così J Spero che le domande siano state di tuo gradimento e che ti sia trovata a tuo agio nel rispondere... J Grazie della gentilezza e della disponibilità!!

Grazie,molto! Sono state domande interessanti e ben pensate! Grazie per avermi concesso questa opportunità!!