venerdì 1 gennaio 2016

Recensione "L' insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera a cura di Ilaria Cutrì.

Titolo originale Nesnesitelná lehkost bytí
Autore Milan Kundera
Genere romanzo
1ª ed. originale 1984
Lingua originale ceco


L'insostenibile leggerezza dell'essere è un romanzo storico filosofico e d'amore che ha come protagonista le vite di Teresa e Tomas, di Sabina e Franz.
Attraverso le vicende e il dramma esistenziale di ogni personaggio, l’autore affronta un tema particolarmente caro agli ambienti filosofici:il dualismo tra anima e corpo,tra pesante e leggero. La tematica è sviluppata da molteplici punti di vista,attraversando ogni sfera della vita e dell'esistenza umana. L’amore di Tomas per Teresa non gli impedisce di continuare una vita di inganni e tradimenti,è un amore ideale,quasi di compassione in quanto Teresa è entrata nella sua vita quasi come un dono del destino. Tomas vive come in un limbo e non accetta di lasciare che il suo corpo sia imprigionato dall’anima.
Kundera indaga sulla vita e sull'esistenza ponendosi il dilemma della scelta tra leggerezza e pesantezza: il leggero è positivo, il pesante è negativo.
Teresa, al contrario, vive il suo amore per Tomas, con devozione e adorazione pur consapevole delle infedeltà del marito. Ella non sa far tacere la sua anima e non saprà far tacere la sua coscienza. Il tema del tradimento e della fedeltà è centrale in tutto il romanzo. Sabina è una pittrice,costantemente in fuga da sé stessa. È il centro del desiderio carnale di Tomas ed,incapace di fare una scelta definitiva rinuncia all’amore di Franz.
Ogni personaggio è incapace di ricomporre in un tutto unitario le sfere del proprio essere. Questa scissione delle due sfere in ciascun personaggio è accentuata dalle vicende storiche che fanno da sfondo al racconto. Il lettore si ritrova nella Praga appena invasa dai carri armati sovietici e poi governata da un regime fantoccio imposto dall’Unione Sovietica. Nulla è in realtà come appare. Da qui è possibile analizzare le libertà,quella di pensiero e di opinione sopratutto.
Il mito di Edipo è centrale nel romanzo, sia in rapporto all’arrivo improvviso e inaspeettato di Teresa a casa di Tomas sia in relazione alle nefandezze commesse inconsapevolmente da coloro i quali avevano accettato le violenze e i soprusi nella propria patria dai sovietici. Tomas non accetta la colpa “inconsapevole” e ricorda che Edipo si è strappato gli occhi nel momento stesso in cui aveva preso coscienza delle sue colpe.
Emerge chiara la posizione politica dell'autore,intollerante e ostile verso chi consapevolmente e inconsapevolmente è a sostegno del regime sovietico. Una posizione di assoluto coraggio, considerando che quando fu scritta quest’opera non era caduto il muro di Berlino. Leggerezza e pesantezza investono la coscienza e solo conciliando illusione e realtà, si può rendere accettabile l’idea dell’eterno ritorno, con la quale si apre il romanzo, altrimenti opprimente e terribile.


Informazioni sul libro

Il romanzo, che si svolge a Praga negli anni intorno al 1968, descrive la vita degli artisti e degli intellettuali cecoslovacchi nel periodo fra la Primavera di Praga e la successiva invasione da parte dell'Unione Sovietica. La storia si focalizza sul gruppo noto come il Quartetto di Kundera, composto da Tomáš (un chirurgo di fama e successo che ad un certo punto perde il lavoro a causa di un suo articolo su Edipo che, anche a causa delle modifiche operate dai redattori del giornale a cui lo ha inviato, risulta molto critico nei confronti dei comunisti cechi), la sua compagna Tereza (una fotografa), la sua amante Sabina (una pittrice) e un altro amante di Sabina, Franz (un professore universitario). Questi quattro personaggi vengono seguiti nelle loro vite fino alla fine. Tomáš ha due interessi: il lavoro e le donne. Egli si innamora di Tereza ma non riesce a rinunciare alle sue amanti, e questo rende Tereza estremamente gelosa, ma per la sua debolezza la donna non riesce a ribellarsi e tiene per sé i suoi tormenti, fingendo di non sospettare il tradimento di Tomáš. Sabina è un'idealista, uno spirito libero. Avrà una breve storia con Franz, di cui si innamorerà perdutamente, ma, non avendo il coraggio di stabilire un rapporto serio, fuggirà lasciandolo solo, senza nemmeno una parola di commiato. Franz inseguirà il ricordo di Sabina e sarà proprio questo a portarlo alla morte.

Informazioni sull'autore

Milan Kundera è uno scrittore, poeta, saggista e drammaturgo francese di origine cecoslovacca, assurto prepotentemente alla notorietà nell'Italia del riflusso negli anni ottanta del XX secolo per il suo romanzo L'insostenibile leggerezza dell'essere.
Nato a Brno, nell'allora Cecoslovacchia (attualmente in Repubblica Ceca), il 1º aprile del 1929, Kundera studiò letteratura e musica a Praga. Suo padre Ludvík (1891-1971) era direttore dell'Accademia musicale di Brno, la JAMU, e un noto pianista. Fin da piccolo Kundera studiò musica, in particolare pianoforte, e la passione per la musica tornerà spesso nei suoi testi letterari. Pubblica le prime poesie ancora adolescente, grazie al cugino Ludvík, di alcuni anni più anziano di lui, figura poliedrica nella cultura ceca, poeta uscito negli anni della Seconda guerra mondiale dalla costola "surrealista" del gruppo RA, prosatore, pittore, traduttore dal tedesco e studioso del Dadaismo, all'epoca già collaboratore di varie riviste letterarie. 
Dopo aver seguito per un anno (a partire dal 1948) i corsi di letteratura all'Università Carlo di Praga, Kundera passa alla Scuola di Cinema, la FAMU, dove si laurea e dove in seguito terrà corsi di letterature comparate. Nel 1948, ancora studente, si iscrisse al Partito comunista, ma ne fu espulso nel 1950 per via di alcune critiche alla sua politica culturale contenute in una lettera a lui indirizzata da un amico; tuttavia nel 1956 fu riammesso, diventando un punto di riferimento importante nelle discussioni di quegli anni. Nel 1968 si schierò apertamente a favore della cosiddetta "Primavera di Praga", e fu per questo costretto a lasciare il posto di docente e, nel 1970, nuovamente espulso dal partito. Nel 1975 emigrò in Francia, ove ha insegnato alle università di Rennes e di Parigi, dove oggi vive con la moglie Vera Hrabanková. Nel 1979, a seguito della pubblicazione de Il libro del riso e dell'oblio, gli fu tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981, grazie a un interessamento da parte del presidente francese François Mitterrand, ottenne quella francese. Nel 2008 un documento rinvenuto a Praga negli archivi della Polizia e ritenuto attendibile testimonia di una sua delazione, nel 1950, nei confronti di un ventenne impegnato in un'ingenua operazione di "spionaggio" tra Germania Ovest e Cecoslovacchia il giovane venne poi condannato a 22 anni di lavori forzati. Kundera ha sempre negato ogni responsabilità nella vicenda.
Dopo la Primavera di Praga le sue opere sono state proibite in Cecoslovacchia; i suoi romanzi più recenti li ha scritti in lingua francese e non ha concesso a nessuno i diritti di traduzione in lingua ceca. Per questa ragione, l'Autore ha subito forti critiche in Patria, persino negli ambienti del dissenso, sin dall'atto della pubblicazione nel 1984 del suo più clamoroso successo, L'insostenibile leggerezza dell'essere, in Francia. Bisognerà attendere sino al 2006 affinché Kundera dia il permesso di pubblicazione del romanzo anche nella Repubblica Ceca, tramite un'edizione anastatica di quella pubblicata in ceco a Toronto già nel 1985.