martedì 29 dicembre 2015

Recensione de "Il quadro mai dipinto" di Massimo Bisotti a cura di Ilaria Cutrì.

Titolo: Il quadro mai dipinto

Autore: Massimo Bisotti
Genere: Romanzo
Editore: Mondadori
Collana: Numeri primi
Pubblicato  01/06/2015




“Poi mi è accaduta una cosa strana, quasumeri primii magica, io la chiamo “la sindrome del quadro mai dipinto”. La persona che avevo ritratto nel mio disegno non c’era più, era sparita!”

Patrick lascia  Roma e il suo lavoro presso l’Accademia delle Belle Arti per trasferirsi a Venezia. È pronto a partire e ricominciare da zero. Prima di dirigersi in aereoporto,torna a casa e sale in soffitta per dare un ultimo sguardo al quadro che ritrae una donna. Ma, la tela è vuota! La donna che ha molto amato, la donna il cui ricordo porta sempre con sé, ha abbandonato il quadro. Patrick esce dal suo appartamento e va in aeroporto.Patrick giunge a Venezia con un’amnesia a causa di una botta alla testa durante il volo,si ritrova in tasca un bigietto di cui non capsice il senso. E’ un indirizzo "Residenza Punto Feliz" e giunto qui viene accolto dal proprietario,Miguel,un saggio uomo spagnolo il quale non gli farà menzione della sua amnesia ma,al contrario,lo riporterà pian piano a ricordare tutto attraverso la via del cuore e dei sentimenti. Incontrerà,infatti,Raquel e riconoscerà in lei la donna fuggita dal suo quadro. Da questo momento inizia un viaggio nei ricordi che lentamente riaffiorano alla luce sempre più chiara della memoria. La narrazione è un grande filo che si snoda tra passato e presente portando alla luca i pensieri e la psicologia dei personaggi,attraverso la storia si  ripercorre il cammino,le scelte e i cambiamenti dei personaggi. Lo stile di Bisotti è uno stile in cui le parole si allargano a macchia d’olio sulla pagina bianca. Spesso si parte da una frase,da un fotogramma e,nel proseguo,si va argomentando e portando all’interno del libro grandi riflessioni sulla vita,sul mondo. Riflessioni dalle quali traspare una conoscenza delle varie filosofie occidentali e orientali e di scuole di pensiero. Riflessioni che prendono sfumature diverse a seconda del personaggio in questione per cui si ha la possibilità di vedere e analizzare uno stesso pensiero da molti punti di vista. Un po’ come la luce crea mille sfumature sull’acqua di Venezia,che è la città sfondo delle vicende.

E’ un romanzo statico,nonostante inizi e termini ,paradossalmente,con un viaggio.
Il viaggio fisico del libro è sempre un volo,esprime grande dinamicità e flessibilità ed è da sottolineare il suo carattere circolare: si parte da Roma e,attraverso Venezia e la Spagna,si finisce nuovamente a Roma,disegnando un cerchio in cui si muove il tempo dell’anima e dei ricordi. Il viaggio,infatti,non è che un simbolo del viaggio interiore dei personaggi. Un viaggio fatto all’interno dell’ anima e della mente. Il lettore stesso compie un viaggio tra le parole posate sulla carta,con cura,l’una accanto all’altra e a tratti sembra di sfogliare un album di foto in disordine temporale.
E’ un libro che parla d’amore per vie traverse ed è assolutamente consigliato a chi vuole riscoprire questo sentimento,a chi non sa cosa significa amore e corteggiamento,a chi non ci crede più. Da questo punto di vista,è come un romanzo antico,spunato dalla storia nel presente per farci capire che ancora oggi è possibile amare con la A maiuscola.

"-Come ci riesci?""-A fare cosa?""-A guardarmi come mi stai guardando adesso. Come se fosse la prima volta...""-Forse perchè nei tuoi occhi riesco a vedere il mio futuro. Mi viene voglia di regalarti tutto ciò che non ho ancora sognato. Questo è il mio desiderio primario, illuminarmi di te. Tutto il resto è fatto di stelle guaste. Tu sei preziosa, e per me questo significa molto di più che dirti sei bellissima. Significa: sei la più bella cosa ce mi sia capitata."
Patrick è un uomo perso,senza punti di riferimento. Ha smarrito persino il suo centro. Eppure,l’unica cosa che lo guida è l’amore verso una donna di cui non riesce nemmeno a delineare il volto. E’ un amore intangibile,forte nell’animo.  “Il quadro mai dipinto” non è una lettura facile e veloce, ma va assaporata soffermandosi su ogni pagina. Sono tantissime le  riflessioni e,in alcuni tratti,il lettore potrà avere l’impressione di guardarsi allo specchio. Perché la storia di Patrick potrebbe essere la storia di ogni uomo o donna che crede nell’amore e nella fatalità,che tente alla perfezione o,che semplicemente,rincorre qualcosa. 

Questo libro è un po’ come un aeroporto,il luogo dove si incontrano tutti i sentimenti,è il campo libero delle emozioni,dei visi sinceri,dei sorrisi e delle lascrime. E’ lo spazio in cui il viaggio è la vita e i passeggeri si incrociano scambiandosi esperienze. E’ il luogo dell’attesa e dei silenzi,delle riflessioni profonde. E’ il presente,il passato,il futuro.



Informazioni sul libro

Patrick è un insegnante e un pittore con l'ossessione per la perfezione. In una mattina di giugno entra per l'ultima lezione nella sua aula dell'Accademia di Belle Arti. È pronto a lasciare Roma per ripartire da zero a Venezia, città fatta d'acqua e d'incanto. Si congeda dai suoi allievi, lasciando loro un messaggio d'addio che è anche un testamento spirituale: «Credete sempre nelle emozioni, credete nell'amore, senza avere paura di sbagliare perché a volte sono proprio gli errori a portarci alla felicità». Torna a casa e prima di partire decide di andare una volta ancora in soffitta per dare un ultimo sguardo al quadro che ritrae la donna che ha molto amato, la donna il cui ricordo porta sempre con sé. Ma, quando scopre la tela, la vede vuota: la donna sembra avere abbandonato il quadro. Sgomento, Patrick copre nuovamente il dipinto. In fretta e furia abbandona la soffitta e Roma, e corre all'aeroporto. Durante il volo, però, batte la testa e all'arrivo si ritrova confuso, non riesce a ricordare bene il motivo per cui è partito. Ma in tasca ha un biglietto con un indirizzo e un nome: "Residenza Punto Feliz". Si recherà là e troverà una nuova e strana famiglia pronta ad accoglierlo. Miguel, il proprietario della pensione, uno spagnolo saggio cui è facile affidarsi; Vince, gondoliere con il cuore spezzato da un amore andato male; e il piccolo Enrique, curioso ed entusiasta come solo i bambini sanno essere. La nuova vita di Patrick scorre tra amnesie e scoperte, finché a una festa incontra Raquel e non ha dubbi: è lei, la donna che è fuggita dal suo quadro. Dopo il clamoroso successo del suo romanzo d'esordio, La luna blu, Massimo Bisotti torna a emozionare i lettori con la sua prosa magica che sembra poesia, fatta di sentimenti e illuminazioni improvvise sull'animo umano. Un libro indimenticabile, sul perdersi e il ritrovarsi, sulla memoria e l'accettazione di se stessi, sull'importanza di restare fedeli al precetto più vero e necessario: "mai controcuore".


Informazioni sull'autore

Sono nato e vivo a Roma,  ho studiato Lettere, suono il pianoforte e amo l’energia che mi trasmette. Compongo musica, sono un appassionato di letteratura, psicologia, filosofie orientali, in particolare amo la cultura Zen. Credo di aver iniziato a scrivere perché le mie parole rimarginassero le ferite e si chiudessero in cicatrici. Mettersi a nudo è un rischio ma vale la pena rischiare. Fondersi senza confondersi è alla base di ogni rapporto che funzioni. Utilizzare ogni dolore vissuto per gli altri e non come un pass contro gli altri. Spendersi senza riserve e donare quel che si può. Quindi donare quel che si è. Viaggia pure attraverso le strade dell’anima ma senza andare controcuore. Avere contro il tuo cuore è più devastante che avere contro il cuore degli altri. La mia bio in due parole? Mai controcuore.